Caprari: peccato, ma si è rivisto il vero Pescara

28 Novembre 2016

E Pepe spiega che cosa è cambiato: «Abbiamo finalizzato e avuto la forza di restare sempre in partita»

ROMA. Delusione per il mancato pareggio, un po’ di stanchezza ma niente amarezza o scoramento. Gianluca Caprari, giallorosso di nascita, fatica a spiegare la sconfitta del suo Pescara all’Olimpico. «Purtroppo spesso sbagliamo l’approccio alla gara. Il secondo tempo è la strada giusta da prendere. Siamo entrati in campo più tranquilli, più spensierati, e questa è stata la nostra forza. Abbiamo incontrato la Roma, una squadra fortissima come la Juve, il Napoli, ed abbiamo preso due gol in 10’. Dal mio punto di vista sono soddisfatto, gioco molto, meglio di così è oggettivamente impossibile pretendere». Quanto è stato amareggiato per il 3-2? «Segnare contro la Roma non conta nulla visto che abbiamo perso. Peccato che non è arrivato il risultato positivo che avremmo meritato. Il 3-2 ci sta stretto – continua il bomber pescarese – in quanto abbiamo giocato un ottimo secondo tempo, direi un secondo tempo… “da Pescara”. Adesso dobbiamo continuare così perché ci aspetta una settimana importante ed una sfida salvezza all’orizzonte con il Cagliari. E quella sarà una sfida non solo da non perdere ma da vincere. L’Adriatico dovrà essere il nostro fortino, dobbiamo prepararci al meglio per la serie di partite decisive che verranno d’ora in avanti».

Qualche fischio dalle tribune non è piaciuto e non lo manda a dire. «Roma è così. Ho pensato a me stesso e non ai fischi dell’Olimpico. Ho pensato a tirare, a fare gol, in altre partite non è successo, oggi (ieri ndc) sì. Non ci ho pensato due volte, ho scaricato il collo e, per fortuna, è andata bene».

Qualche infortunio di troppo, qualche assenza di troppo, questo Pescara non decolla. «Ci mancano diversi giocatori ormai è da un mese che non li abbiamo a disposizione. Poi si è anche fermato Bahebeck e mi dispiace che si sia infortunato perché per noi è un giocatore importante. Cos’ha fatto? Non lo so, penso domani si saprà la diagnosi ma quel che conta è l’atteggiamento – continua Caprari – perché il pareggio l’abbiamo cercato e voluto con tutte le nostre forze. Certo, abbiamo anche sbagliato tante occasioni. E questo ci ha condannato».

Sta bene, Caprari. «Ho giocato con una puntura per essere disponibile, questo era un appuntamento troppo importante per rinunciarvi».

Dopo Caprari arriva Simone Pepe che ci tiene subito a chiarire: «Con il mister c’è un ottimo rapporto, non esiste nessun caso Pepe, è vero che ho giocato tanti spezzoni entrando con la squadra in svantaggio ma perché l’allenatore ha fatto le sue scelte e giustamente ha preferito far giocare chi era al 100%. Io non lo ero».

Ripensa alla gara dell’Olimpico: «Abbiamo giocato un grande secondo tempo. Ora dobbiamo partire da questa prestazione per giocare la partita della vita con il Cagliari. Stessa intensità di stasera (ieri sera ndc). Se ne mettiamo di meno significa che sbaglieremo tutto». Sarà in campo? «Chiunque vuole giocare. Il mister valuterà in settimana. L’importante è che noi diamo sempre l’anima, la gente ci dia una mano, ci serve un aiuto perché la salvezza va conquistata tutti insieme. I tifosi devono sostenerci per 90’, oggi ci hanno applaudito perché hanno capito che abbiamo dato tutto». Cos’è cambiato nella ripresa? «Abbiamo finalizzato ed avuto la forza di restare sempre in partita».

Domenica rivedrà Storari. «E’ un amico e vorrei segnargli un gol. Ma se vinciamo per 1-0 su autorete non è che mi dispiace».