Carisma e intelligenza, ma mai profeta in patria
Determinazione e forza di volontà. Fino alla testardaggine. Roberto D’Aversa è figlio di emigranti. Nato a Stoccarda da famiglia pescarese, in città è tornato che aveva tre anni; un pescarese doc mai...
Determinazione e forza di volontà. Fino alla testardaggine. Roberto D’Aversa è figlio di emigranti. Nato a Stoccarda da famiglia pescarese, in città è tornato che aveva tre anni; un pescarese doc mai profeta in patria. Né da calciatore né da allenatore. Nel primo caso appena qualche mese in una stagione (2000-2001) chiusa con una retrocessione in un contesto di una carriera vissuta sui campi di serie A, B e C; nel secondo le strade non si sono (ancora) incrociate, perché Roberto D’Aversa ha messo il turbo ed è in serie A. Era un allenatore in campo quando è arrivato a Lanciano, nel 2010. Vuoi per le caratteristiche tecniche vuoi per l’intelligenza e il carisma che sprigionava. Capitano e condottiero di quella Virtus che nel 2012 conquista la storica promozione in B. Conclude la carriera l’anno dopo, a 38 anni, con la salvezza. Nella mente sa già che diventerà un allenatore, ma il passaggio dal campo alla panchina è soft perché per un anno svolge le mansioni di dirigente, una sorta di raccordo tra società e squadra. Poi, nel 2014 prende in mano la squadra. Il suo è un calcio efficace più che brillante. Che tende a valorizzare il materiale tecnico a disposizione. Ma a fare la differenza è ancora la personalità con la quale guida il gruppo. La seconda stagione è un calvario. Ad agosto 2015 vorrebbe mollare perché si rende conto dei problemi della società, ma va avanti per riconoscenza nei confronti dello spogliatoio che però viene frantumato durante il mercato di gennaio tanto che poi arriva anche l’esonero. Mesi e mesi a rimuginare. Non è il tipo che regala sorrisi, non è accattivante. È terribilmente serio, meticoloso e determinato. Lo consola il rapporto con Antonio Conte, conosciuto ai tempi dei Siena. A dicembre del 2016 l’amico ds Faggiano lo chiama a Parma in serie C. Da lì riparte la scalata che prosegue in serie A.
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