Carlino, un inno al gruppo: così Roseto può risalire

19 Dicembre 2017

Basket A2, l’ultimo arrivato decisivo nella seconda vittoria stagionale: «Andiamo avanti, migliorando nello stare in campo e parlandoci di più»

ROSETO. Anche se arrivato da solo un mese, Matt Carlino è riuscito a diventare in fretta un fattore positivo per il Roseto Sharks, che sotto la sua guida ha migliorato l’inerzia di una stagione fin lì negativa: e così, dopo una serie di sette sconfitte consecutive, i biancazzurri hanno cambiato marcia, vincendo due delle ultime cinque gare giocate.
Un buon risultato che diventa ottimo, se si va ad analizzare il dato più a fondo; a ben guardare, infatti, Carlino di queste gare ne ha giocate solo tre, quelle al PalaMaggetti, dove il Roseto ne ha portate a casa ben due contro Jesi e Ferrara, perdendo con Imola: ma lì Carlino era arrivato solo qualche giorno prima. Insomma, l’avvento del piccolo italoamericano è stata una vera manna dal cielo per i rosetani, che in lui hanno trovato un leader ed un realizzatore, proprio quello che serviva.
Le sue buone prove sono certificate anche dai numeri: in 30 minuti di media infatti, Carlino ha segnato 24 punti, con un ottimo 56% da tre punti, conditi da quasi 4 rimbalzi e 3 assist ad uscita, per un tondo 20 di valutazione.
Racconta il giocatore: «Le vittorie sono un’ottima medicina, e quella arrivata con Ferrara è stata importante: nonostante il finale punto a punto avevamo grande fiducia nei nostri mezzi». Al suo arrivo gli Sharks erano depressi dallo zero in classifica, mentre adesso, pur ultimi, siete a solo due punti da Bergamo ed Orzinuovi, lanciati all’inseguimento con ben altra fiducia: «Sono arrivato in una squadra giovane che aveva bisogno di conoscersi e lavorare. Purtroppo, i tanti infortuni hanno impedito tutto questo (da quando c’è questo nuovo assetto con Carlino, Roseto si è allenata al completo solo due volte, ndc), ma stiamo andando avanti, migliorando nello stare in campo, parlandoci e aiutandoci sempre di più e meglio quando difendiamo. Dobbiamo proseguire su questa strada, intanto i risultati incominciano ad arrivare e ci fanno essere positivi per il futuro», commenta l’italoamericano, che non ha paura a vestire i panni del leader: «Mi fa piacere essere così ben considerato, ma in realtà non credo di essere l’unico leader della squadra, per me ci sono anche Casagrande, Marulli ed Ogide».
Però, quella tripla ad un minuto dalla fine per il 76-74, che vi ha ridato l’inerzia della gara, l’ha messo lei: «Ho visto che c’era spazio sufficiente in uscita dal blocco e l’ho preso, ho sempre lavorato per arrivare in quei momenti chiave delle partite e giocarmela al meglio, è qualcosa che avevo già fatto fin dai tempi del college; mi piace prendere tiri di grande responsabilità», la chiusura di questo giocatore magari taciturno nel carattere, ma che sul parquet si sta facendo oltremodo sentire. Le fortune di questi Sharks, passeranno per le sue mani.
Marco Rapone
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