Carlo tifoso a 94 anni: dal Rampigna a Oddo

3 Ottobre 2016

Il bisnonno racconta la passione per i colori biancazzurri: «Da ragazzo andavo con la bici da Spoltore fino allo stadio»

PESCARA. La partita quest'anno la vede dai distinti, fila B, posto 53: Carlo Dioguardi, 94 anni, è il nonno (anzi bisnonno) biancazzurro, sicuramente il più anziano abbonato del Delfino che per la squadra del cuore gioisce e soffre da quando era un ragazzino: «Ai tempi del Rampigna partivo da Spoltore con la bicicletta e senza una lira in tasca, assieme ad altri amici scavalcavo il muro dalla parte della ferrovia, ero felice come una pasqua quando riuscivo a seguire le imprese dei miei beniamini. Il problema magari era il ritorno, ma se avevi vinto non faceva paura nemmeno la salita di Bucciarelli, che cominciava là dove ora c'è la clinica De Cesaris».

Con la bici, allora, Carletto andava anche a lavorare alla Fonderia Camplone, era dura ma non bastava per spegnere la sua passione: «Sono stato anche emigrante, ho lavorato cinque anni in Venezuela, a Caracas, facevo il saldatore elettrico, poi ho avuto un distributore di benzina, certo il lavoro non mi ha mai buttato giù e nemmeno ha spento il mio amore per la squadra biancazzurra. C'ero anch'io quando venne inaugurato l'Adriatico con l'amichevole con il Como, ho visto anche Italia B-Egitto persa dagli azzurri per uno a zero a maggio del 1957. Gli anni più belli, da tifoso, sono arrivati dopo con Tom Rosati e Giancarlo Cadè e poi ancora con Galeone e Scibilia. Quella trasferta di Bologna quando conquistammo per la prima volta la serie A non la dimenticherò mai, poi Stefano Rebonato che faceva sempre gol e, ancora, la stagione eccezionale con Zdenek Zeman in panchina. Andavo in curva e non mi sono perso nemmeno una partita, quella promozione è stata anche un regalo eccezionale per i miei novant'anni».

E il Pescara di oggi? «Io dico che bisogna avere fiducia, la squadra gioca bene, col Napoli e con l'Inter ha dato spettacolo e avrebbe meritato di vincere tutte e due le partite. Certo, è un campionato difficilissimo, ma a me la squadra piace e credo che sia molto bravo pure Massimo Oddo che la guida. Criticare in maniera eccessiva quando le cose vanno male è fin troppo facile e comunque non serve a niente. E' nei momenti di maggiore difficoltà invece che il tifoso deve aiutare la sua squadra. Gli avversari affrontati finora forse non erano alla nostra portata, dobbiamo vedere invece come questa squadra si comporterà con le piccole, perché l'obiettivo resta quello di conquistare la salvezza. E nonostante tutto, io continuo a crederci, i conti li facciamo alla fine». Parola di Carletto, il nonno biancoazzurro, 94 anni di passione e di saggezza.

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