Casagrande: «Sarebbe bello restare al Roseto»

Il giocatore torna in città per il raduno della Nazionale 3 contro 3
ROSETO. Finito il campionato A2 e messi nel cassetto i ricordi più belli, è bastata una settimana di riposo alla società biancazzurra che si è già riunita per programmare la ripartenza: al tavolo il presidente Daniele Cimorosi, il gm Vittorio Fossataro e l’allenatore Emanuele Di Paolantonio, mentre era assente giustificato il vice Ettore Cianchetti, fermo ai box per i postumi di una caduta. Il primo nodo da sciogliere per la prossima stagione sportiva sarà quello dello staff tecnico: il coach sembra premere per una conferma in blocco dei suoi pretoriani Nando Francani, Danilo Quaglia e Domenico Faragalli, con la società orientata ad accogliere la richiesta; trapela però anche la voglia di dotare di un referente tecnico unico il Progetto Giovani Roseto. Nel frattempo, arrivano oggi in città i convocati della Nazionale di basket maschile 3contro3 con una gradita sorpresa, quella di Riccardo Casagrande: «Una convocazione che ho accolto con grande piacere, un onore che ripaga il lavoro di quest’anno; e poi tornare nella mia Roseto non può che farmi piacere». Casagrande è stato convocato assieme ad altri 7 giocatori: Marco Giuri (free agent, ex Caserta), Erik Lombardi (Pistoia), Gionata Zampolli (Matera), Damiano Verri (Desio), Claudio Negri (Trecate), Matteo Fantinelli (Treviso) e Paul Biligha (Cremona): tra gli atleti a disposizione anche Valerio Amoroso e Pierpaolo Marini, mentre ad allenare ci sarà coach Calvani, che Casagrande conosce per averlo avuto quando faceva le giovanili a Pesaro. Il raduno si terrà da oggi all’8 giugno, e poi il gruppo si trasferirà in Francia per il torneo di Voiron fino al 12. «Questa del 3x3 è una sfida che accetto volentieri, anche perché potrebbe fare il suo ingresso nel panorama olimpico a Tokyo 2020: sarebbe un sogno, e poi del resto il beach volley c’è già», sorride il giocatore, che magari in questi giorni potrebbe anche rifirmare con gli Sharks: «A fine campionato ci siamo detti che sarebbe bello continuare insieme, Roseto è un posto che mi piace non solo dal punto di vista cestistico, e poi sarebbe importante dare continuità al progetto partito l’anno scorso: confermare un nucleo conosciuto di giocatori sarebbe un’ottima mossa, quantomeno per provare a ripartire da una base certa che possa dare da subito buoni risultati». Del resto lo scorso ottobre, quando Casagrande si operò al ginocchio, coach Di Paolantonio fu lapidario quando gli fu chiesto se il giocatore rischiava il taglio: «Questa squadra non può fare a meno di Casagrande». Da vedere adesso se le voglie di conferma della società rosetana (Amoroso e Sherrod in primis), si accorderanno con i limiti imposti dal budget: è questo adesso il duro lavoro che attende Di Paolantonio, mentre Adam Smith dagli States sfoglia la margherita: Francia a Chalon o Turchia al Darussafaka, ma sempre con stipendio triplicato rispetto alle cifre di quest’anno.
Marco Rapone
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