Caso Djokovic, il papà: «È colpa di Dimitrov»

Tennis, il padre del serbo attacca il bulgaro: «È stato lui a portarci il Covid e a creare danni a tutti»
BELGRADO. Il numero 1 del tennis mondiale Novak Djokovic è finito nel mirino per i contagi a catena di Covid-19 legati al suo torneo benefico Adria Tour, e del quale lui stesso è rimasto vittima con la moglie, ma a sua difesa è intervenuto il padre, Srdjan, che se l’è presa con il bulgaro Grigor Dimitrov, il primo contagiato, accusandolo in sostanza di essere il responsabile del focolaio. «Perché è successo? Perché probabilmente l’uomo è arrivato con un’infezione da chissà dove», ha detto Djokovic senior parlando alla rete serba Rtl, senza citare espressamente il presunto untore. «Non si è sottoposto al test qui, l’ha fatto in qualche altro posto e penso che sia sbagliato. Ha inflitto enormi danni alla Croazia, alla nostra famiglia e anche alla Serbia».
A difesa di Djokovic è arrivato anche un altro idolo dello sport serbo, Dejan Stankovic che ha criticato il polverone sollevato contro chi ritiene un «fratello». Sottolineando di essere risultato negativo ad un test effettuato per la positività di alcuni suoi giocatori e per aver assistito all’inaugurazione dell’Adria Tour, Stankovic afferma che in molti dimenticano che tipo di persona è Djokovic, campione impegnato da sempre ad aiutare gli altri. «L’Adria Tour lo ha organizzato a scopi umanitari, per aiutare tennisti che non hanno giocato e non hanno quindi guadagnato nulla. Ha riconosciuto di aver valutato male la situazione, e non si capisce perché ora si fa a gara a gettarlo nel fango», ha affermato l'ex centrocampista dell'Inter.
Appoggio è arrivato anche da Damir Dzhumhur, il bosniaco col quale Djokovic aveva in programma una esibizione il 5 luglio a Sarajevo, a conclusione dell’Adria Tour. Augurando pronta guarigione a quanti sono risultati positivi al test, Dzhumhur si è detto convinto che le intenzioni di Djokovic fossero sicuramente da apprezzare poiché voleva aiutare altri tennisti. In Croazia, intanto, dall’annuncio sulla positività di Dimitrov, domenica scorsa, si sono sottoposte al test 186 persone e 132 si trovano in autoisolamento. Il bulgaro - che secondo il padre di Djokovic ha messo tutti a rischio arrivando al torneo senza aver fatto test - ha respinto le accuse tramite il suo manager, secondo il quale il giocatore veniva da un lungo periodo di isolamento e poi ha seguito tutte le norme di sicurezza volute dagli organizzatori e dalle autorità sanitarie.

