Caso plusvalenze, Juventus e Napoli prosciolti

Cade l’accusa della Procura contro 11 club e 59 dirigenti. I bianconeri oggi in campo contro il Bologna
TORINO. Tutti prosciolti. Impossibile definire la corretta valutazione di una transazione di calciomercato: è quanto emerge dal processo delle plusvalenze fittizie discusso in questi giorni al Tribunale Federale nazionale della Figc che ha assolto 11 club e 59 dirigenti finiti a giudizio. Né una multa né un giorno di inibizione per i cinquantanove dirigenti e undici società coinvolti. Tirano dunque un sospiro di sollievo Napoli e Juve, ma non solo. Anche Genoa, Samp, Empoli, Parma, Pisa, Pro Vercelli, Pescara (vedi l’articolo a pagina 36) e le due società fallite Chievo e Novara. Per conoscere le motivazioni della sentenza bisognerà aspettare ancora, ma intanto il dispositivo che assolve club e manager è stato notificato dopo una tre giorni di processo in videoconferenza. Cadute dunque tutte le richieste della Procura che tra queste vedeva quella di un anno di inibizione per il presidente della Juve Andrea Agnelli o gli 11 mesi e cinque giorni di Aurelio De Laurentiis. A crollare, nel vero senso della parola, è stato però il modello che la Procura aveva creato per definire “fittizie” le operazioni di calciomercato finite sotto la propria lente di ingrandimento. Un impianto costruito dal procuratore Chinè e poi raffrontato con i valori dei cartellini dei giocatori in questione utilizzando anche la piattaforma Transfermarkt. Da qui è nata la tesi difensiva di tutti i club e dirigenti accusati che hanno ripetuto al presidente del Tribunale Federale, Carlo Sica, quanto fosse impossibile determinare con esattezza il valore di un calciatore nel momento di una trattativa privata tra due parti. Troppe le variabili soggettive che, secondo i legali coinvolti, non consentivano di creare un algoritmo o un metodo certo di valutazione.
E dopo la sentenza di ieri, oggi la Juventus si rituffa nel campionato. I bianconeri, infatti, alle 18,30 saranno di scena all’Allianz Stadium contro il Bologna. Massimiliano Allegri comincia a fare i conti per la volata Champions. «Per entrarci servono almeno dieci punti» è la previsione del tecnico della Juventus in vista delle ultime giornate. Ne mancano sei, la sua squadra è a quota 62: «Dobbiamo raggiungere l'obiettivo minimo del quarto posto e poi conquistare più punti possibili». Ora c'è l'ostacolo Bologna: «Stanno bene fisicamente, hanno pareggiato a Milano e vinto in casa». Oltre ai rossoblù, la Juve dovrà in qualche modo superare anche il tabù Stadium: «È un numero e da lì non si può scappare», il commento sulle cinque sconfitte casalinghe, «e perdere così tante volte incide sui risultati di fine anno». Per quel che riguarda la formazione, si va verso il ritorno del tridente: «Dybala sta crescendo di condizione, Vlahovic gioca», alcuni indizi lasciati trapelare da Allegri. Morata è a disposizione dopo il turno di squalifica, Cuadrado è galvanizzato per il rinnovo di contratto per un'altra stagione: «Si sta allenando bene, il prolungamento è stato automatico per il raggiungimento del numero di presenze». C'è un grande dubbio, però, che il tecnico deve ancora sciogliere: «Ho da gestire la partita di domani (oggi, ndr) e quella contro la Fiorentina, devo decidere tra Bonucci e Chiellini», è il ballottaggio per affiancare De Ligt.

