Cassani: «Io e l’Abruzzo, gioie e dolori»

22 Febbraio 2023

L’ex ct azzurro sfoglia l’album dei ricordi: «Nel 1984 mi ritirai dal Giro sul Blockhaus, ma al Matteotti tante soddisfazioni»

PESCARA. Due giorni in Abruzzo per l’ex ct della nazionale italiana di ciclismo Davide Cassani ospite di Cna e Gal Costa dei Trabocchi. Oggi la presentazione del suo libro “Ho voluto la bicicletta” e domani una pedalata organizzata sulle strade della crono di apertura del Giro d’Italia 2023. Davide Cassani e l’Abruzzo, tanti ricordi e tanti aneddoti. E tante belle parole spese. «Da voi ho tanti amici, ho impressi ricordi stupendi legati al ciclismo», ha detto Cassani, «ma anche qualche delusione. Giro d’Italia del 1984, tappa del Blockhaus, vinse Moreno Argentin. Io facevo tanta fatica e dopo un confronto con il ds Reverberi prendemmo la decisione di non continuare. Ma poi ho tante belle immagini che mi legano alla vostra terra. Una in particolare? Come faccio a non parlare del Matteotti? Gianni Bugno tricolore nel 1995 e noi come squadra facemmo un gran lavoro. Io arrivai terzo nell’edizione precedente dietro a Rolf Sorensen e Gianluca Bortolami. Ho un ricordo stupendo di quelle strade piene di tifosi».
Oggi Cassani c’è la presentazione del suo libro. Un racconto nato come?
«Dalla delusione per quello che mi è successo alle Olimpiadi di Tokyo. Nel viaggio di ritorno in areo iniziai a pensare molto e decisi di scrivere questo libro».
Un libro ricco di amore verso il ciclismo.
«È un racconto di tutto quello che mi ha insegnato questo sport. Il ciclismo è il compagno di viaggio della mia vita, uno sport che mi ha regalato gioie e dolori».
Ovvero?
«Le gioie sono tantissime e mi viene difficile raccontarle in così poco tempo. Vi posso dire le emozioni nel passare professionista, i campionati del mondo, l’amore che sentivo sulle strade del Giro d’Italia. Io so bene di non essere stato un campione, ma ho sempre corso in squadre importantissime».
Ci sono state però anche delle delusioni nel suo viaggio nel modo del ciclismo.
« Come posso non pensare a quanto successo quando ero ct della nazionale italiana? Almeno un mondiale e un’olimpiade persi per dettagli o per sfortuna. Con Trentin abbiamo portato a casa una medaglia d’argento che poteva essere d’oro nel 2019. Ma la beffa enorme è quella delle Olimpiadi di Rio. Eravamo messi bene con Vincenzo Nibali. Poi una caduta in discesa ha rovinato tutto».
Oggi alle 19 alla libreria Mondadori di Pescara con il direttore di Rete 8 Carmine Perantuono verrà presentato il suo libro. Se dovesse descriverlo con una frase?
«È un racconto di quello che mi ha insegnato il ciclismo e di come una passione è diventata lavoro».
Se si parla di Abruzzo e di ciclismo non si può non affermare che quest’anno sarà particolare. La grande partenza del Giro: cosa si sente di dire sulla corsa rosa che scatterà dalla Costa dei Trabocchi?
«C’è di tutto in Abruzzo quest’anno con il Giro. La partenza con la crono e quindi la possibilità di vedere i più forti specialisti come Pippo Ganna. Poi saranno i velocisti ad essere protagonisti nella Teramo-San Salvo e gli scalatori sul Gran Sasso. Sarà una partenza bella e spettacolare sulla ciclabile. Ma permettetemi di dire un paio di cose in chiave abruzzese».
Prego.
«La grande partenza sarà un’occasione particolare per incrementare il turismo e a Campo Imperatore mi aspetto una grande prova di Giulio Ciccone. Ha iniziato alla grande in Spagna e può fare bene».
Enrico Giancarli
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