Castellano: San Salvo, voglia di riscatto

20 Agosto 2018

Il tecnico biancazzurro: ritorno in Eccellenza e coppa Italia sono i nostri obiettivi

SAN SALVO. Per tornare subito in Eccellenza il San Salvo si affida ad Alfredo Castellano, l’anno scorso sulla panchina del Passo Cordone, sempre nel girone B di Promozione, vinto nel 2016 con il Penne. La retrocessione di quattro mesi fa ha allontanato i biancazzurri dal massimo campionato regionale, nel quale militavano da sette stagioni e oggi tanti addetti ai lavori indicano nei sansalvesi i principali rivali della favorita Lanciano. Tuttavia, secondo Castellano, parlare di una corsa a due è riduttivo, perché «ci sono molte altre squadre ben attrezzate, anche se probabilmente il Lanciano ha qualcosa in più», dice il tecnico, «credo che, a differenza dell’ultimo, sarà un campionato livellato verso l’alto». Quindi si aspetta un torneo più competitivo rispetto al precedente? «Sì. L’anno scorso a Passo Cordone, con una formazione molto giovane, siamo arrivati noni, ma se fossimo partiti meglio avremmo potuto ambire ai play off: oggi ci sono tante squadre che mi sembrano rinforzate». Negli ultimi giorni a San Salvo sono arrivati il centrocampista uruguaiano Mateo Gastón Carro Gaiza e il terzino fuori quota Francesco Di Crescenzo: la rosa è completa? «Non ancora: manca un fuoriquota, in particolare un 2000, ma ci stiamo lavorando. La società mi ha messo a disposizione un buon organico, mi ha dato fiducia e c’è massima collaborazione: è riduttivo usare la parola “dilettanti” per un club come San Salvo. Speriamo di completare la rosa quanto prima e di partire con il piede giusto».
Il vostro obiettivo dichiarato è comunque risalire di categoria. «La società è stata chiara: ritorno in Eccellenza e coppa Italia sono due traguardi ugualmente importanti. Con la concorrenza del Lanciano e di altri non sarà facile. Siamo una squadra nuova: ci vuole un po’ per amalgamarla e rodarla bene. Ma da questo punto sono comunque soddisfatto di quanto visto nelle amichevoli». Se trovare la giusta armonia può essere un problema, qual è invece l’arma in più del San Salvo? «I giocatori di categoria superiore quali ad esempio Marcos Bolzan, Gabriel Petre o Mateo Gastón Carro Gaiza, ma pure quelli rimasti dalla scorsa stagione: tutti hanno grande voglia di riscattarsi e di tornare su». Perché ha scelto questa società? «Per la fiducia che mi hanno mostrato dirigenti come Antonio Castaldo, Rudy D’Amico, Michele Di Stefano e altri. Mi hanno messo subito di fronte alla prospettiva di avere a disposizione una squadra forte, che puntasse a vincere. Anche a Passo Cordone c’era un progetto triennale, ma per una serie di problemi con le strutture sono cambiate alcune cose e ho deciso di prendere quest’altra strada, sicuramente stimolante». Come giocherà il suo San Salvo? «Il modulo che preferisco è il 4-3-3, perché permette di coprire meglio tutto il campo. Così avevo iniziato l’anno scorso, ma non arrivavano i risultati e sono passato al 4-3-1-2: tenendo presente questo schema è stata impostata la squadra. Ma se le cose non vanno bene non mi faccio problemi ad adattarmi e a cambiare».
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