Castori: serve aggressività contro la tecnica del Pescara

7 Dicembre 2018

Nel 2014 l’allenatore del Carpi, ex Lanciano e Castel di Sangro, vinse 5-0 all’Adriatico «Pillon ha il centrocampo migliore della B, ma abbiamo le armi per contrastarlo»

PESCARA. Mai fidarsi delle squadre di Castori, nemmeno quando la differenza di valori tecnici appare evidente. Ne sa qualcosa anche Zeman che un anno, fa alla guida del Pescara, a 9’ dalla fine era in vantaggio 1-2 al Manuzzi contro il Cesena allora guidato dal tecnico marchigiano e alla fine perse (4-2). Ora Castori, subentrato a Chezzi al timone del Carpi dalla 4ª giornata, ha il compito di risollevare gli emiliani terzultimi con 10 punti, che però fuori casa hanno già vinto due volte (a Perugia e a Padova).
Alla vigilia del match Castori rivolge parole al miele a Pillon e al Pescara. «Pillon è un allenatore molto bravo ed esperto, i risultati parlano per lui. Il Pescara ha il centrocampo migliore della B, ma abbiamo i mezzi per fronteggiarlo rispondendo al palleggio con la nostra aggressività». Rientra Sabbione, out i portieri Colombi (squalificato) e il pescarese Serraiocco (infortunato), tra i pali c’è Piscitelli, tesserato nei giorni scorsi. Fuori causa anche Più e Wilmots. In attacco ballottaggio Mokulu-Arrighini.
Il ritorno in Abruzzo. Il legame tra Castori e l’Abruzzo ha radici lontane. Nell’estate del 1998 il compianto ex patron del Lanciano Ezio Angelucci e l’allora ds Franco Di Battista gli affidano la panchina rossonera in serie D. Castori ricambia la fiducia vincendo il campionato. Al termine della stagione, l’allenatore di San Severino Marche cede alle lusinghe del Castel di Sangro che milita in C1, ma Gabriele Gravina, ora capo della Figc, lo esonera poco prima di Natale. L’anno dopo torna in C2 a Lanciano e vi resta per tre anni riportando i rossoneri in terza serie dopo mezzo secolo e conquistando i play off (persi con il Taranto) e un settimo posto in C1. Dal 2001, i primi incroci con il Pescara, compresa la storica gara vinta dal Lanciano al Biondi grazie al gol di Ferreira Pinto. Poi altre 16 sfide con un bilancio totale di 5 successi di Castori, 5 pareggi e 7 sconfitte. Il 25 ottobre 2014 la soddisfazione più grande all’Adriatico, quando il suo Carpi sommerge di reti (0-5) il Pescara di Baroni scatenando la contestazione dei tifosi. Meglio incrociare le dita... (g.t.)
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