Cataldo prepara Baku nel suo Abruzzo

«Relax in famiglia e allenamenti dopo un Giro eccezionale»
LANCIANO. Reduce dalla partecipazione al 98° Giro d'Italia, l'abruzzese Dario Cataldo – residente in Svizzera ma originario di Miglianico – sta trascorrendo nella sua regione i giorni che precedono la partenza per l'Azerbaijan. A Baku, infatti, tra il 12 ed il 28 giugno, sono in programma gli European Games, e tra i suoi protagonisti, con la maglia azzurra della nazionale di ciclismo, ci sarà anche l'atleta tesserato con i kazaki dell'Astana Pro Team. Che vive questa vigilia assieme ad amici e parenti, alternardo piacevoli serate in compagnia alle immancabili sedute di allenamento quotidiano.
«Impossibile staccare del tutto, anche quando si è in vacanza. E del resto, con un avvenimento così importante alle porte, non può essere altrimenti», conferma l'interessato diretto, appena sceso dalla bici dopo le abituali quattro/cinque ore trascorse pedalando lungo le strade del suo Abruzzo.
Relax in famiglia, ma fino ad un certo punto, dato che il pensiero agli imminenti impegni in azzurro occupa le sue giornate più recenti: «Ovvio che sia così, anche perché ci tengo a far bene, in una competizione nella quale io ed i miei compagni di squadra andremo a rappresentare una nazione intera».
Due le prove per le quali è certa la sua presenza: la cronometro e la corsa su strada. Con quali prospettive è lui stesso a spiegarlo: «Il fatto che per regolamento ogni squadra sia composta da soli sei elementi potrebbe preludere a possibili sorprese, per quel che riguarda la gara su strada. Quanto invece alla crono (specialità che nel 2012 gli è valsa la conquista del titolo italiano, ndc), è chiaro che sia quella su cui ripongo le maggiori speranze, malgrado anche in questo caso sia pressochè impossibile azzardare pronostici».
Molto dipenderà pure dalle condizioni climatiche in cui si gareggerà: «Vero, ed in tal senso, il caldo che ho trovato da queste parti non dovrebbe poi discostarsi di molto rispetto a quello con cui dovremo fare i conti a Baku, per cui va bene così».
Fino a quando si tratterrà in Abruzzo? «Mercoledì, avendo approfittato delle visite mediche sostenute all'Acquacetosa per fare una scappata dai miei. Scelta quanto mai azzeccata, visto che trascorrere un po' di giorni in famiglia è la maniera migliore per ricaricare le pile, dopo un Giro davvero intenso. Tornerò qualche giorno in Svizzera per poi unirmi alla nazionale, che si raduna domenica alla Malpensa».
A proposito di Giro, un bilancio della corsa in rosa? «Direi positivo da ogni punto di vista: di squadra, alla luce di un secondo e terzo posto conquistati dietro un campione del calibro di Contador, ma anche personale. E non solo per il quinto posto assoluto dei primi giorni, ma per il duro lavoro svolto al servizio del gruppo».
Dopo Baku? Tour e Vuelta? «No, nel senso che parteciperò solo al Giro di Spagna (22 agosto-13 settembre, ndc), avendo bisogno di un periodo di vero riposo, dopo gli impegni in azzurro».
L'ultima annotazione è più che altro una curiosità, legata alla sua bravura nel disegno: «E' una passione che coltivo da sempre, essendomi sin da bambino cimentato con matite e pennarelli. Ultimamente prediligo i ritratti, ma solo quando nascono in modo spontaneo, visto che quando mi sono richiesti espressamente, ci metto una vita a realizzarli».
Stefano De Cristofaro

