Cataldo primo tra gli abruzzesi

Il miglianichese è 13°. Il teatino Ciccone (40°): «Non sono al top»
PRETORO. Il più soddisfatto, tra i tre corridori abruzzesi presenti al Giro numero 100, è senza dubbio Dario Cataldo. Il 32enne miglianichese dell'Astana ha chiuso la tappa del Blockhaus in 13ª posizione, a 3 minuti dal vincitore Nairo Quintana. «Sono contento della mia prestazione», ha commentato Cataldo, «ed ero ben consapevole della difficoltà di questa salita. Vedrò strada facendo se ci saranno le condizioni per provare a vincere una tappa».
Il corridore dell'Astana, che nei giorni scorsi si è piazzato quinto sull'Etna, è stato poi ospite del Processo alla tappa su Rai 2. Rinviati alle prossime occasioni i propositi di dedicare un successo al compianto Michele Scarponi, compagno di squadra di Cataldo, scomparso il mese scorso a Filottrano in un incidente con la bici in allenamento.
Quarantesimo posto di giornata, invece, per il teatino Giulio Ciccone. «Non sono al massimo della condizione e si è visto», ha detto il 22enne corridore della Bardiani, «per me è già un successo essere alla partenza di questo Giro d'Italia dopo i problemi fisici avuti durante l'inverno. Ad un certo punto ho anche temuto di non poter essere al via di questa edizione, perciò posso solo sorridere e guardare con ottimismo al futuro. Sul Blockhaus ho fatto il possibile, gestendomi al meglio. E' stata una tappa bellissima. Ringrazio i tanti tifosi che anche stavolta sono venuti a sostenermi. Il pubblico abruzzese ha confermato di essere di alto livello. Le mie prospettive? Il Giro è ancora lungo, magari in qualche tappa proverò ad entrare in una fuga e a centrare una gioia come quella dello scorso anno (a Sestola, ndc)».
Giornata al di sotto delle aspettative per Giuseppe Fonzi. Il corridore pescarese della Wilier Triestina-Selle Italia, classe 1991, alla sua prima partecipazione alla Corsa Rosa, ha chiuso la tappa con un deludente penultimo posto, a 34'05'' dal vincitore. «Purtroppo non sono riuscito a rendermi protagonista», ha detto Fonzi dopo il suo arrivo, «ma a fare spettacolo sono stati gli abruzzesi, presenti in massa sulle strade di questa tappa. E' stata una corsa tirata, che gli uomini di classifica hanno reso molto dura. Ho sofferto un po' e quando ho capito di non avere speranze di fare qualcosa di bello ho preferito arrivare al traguardo con il velocista della mia squadra, Jakub Mareczko, e restarmene tranquillo. Nei prossimi giorno proverò a inventarmi un numero. Le sensazioni sono buone e il Giro è lungo. Quintana? Si sapeva che era in forma, ma anche per lui vale il discorso che di strada da fare ce n'è ancora parecchia. La sua vittoria al Blockhaus, comunque, è un segnale di forza per gli avversari». (g.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

