Cavallucci, dedica tricolore «Vittoria per Alessandro»

Il 30enne teatino festeggia il titolo italiano conquistato al PalaSantafilomena «Gioia immensa, il successo è per mio figlio che nascerà tra due mesi»
CHIETI. «È tutto bellissimo. Sono davvero felice per una vittoria che dedico a chi ha sempre creduto in me, allo strepitoso pubblico del PalaSantaFilomena e, ovviamente, alla mia compagna Giulia». Emanuele Cavallucci il giorno dopo la conquista del titolo italiano dei pesi welter è un fiume in piena: «Tra circa due mesi diventerò padre. Sarà un maschietto e lo chiameremo Alessandro. Per lui una dedica particolare». Aspettando che cresca per raccontargli magari di quella sera in cui papà, a trent’anni, buona parte dei quali trascorsi su un ring, ha coronato il suo sogno. Quello di un ragazzo del quartiere Tricalle che, infilati i guantoni, ha vissuto il mondo delle sedici corde con passione ed estrema determinazione. Pur tra varie difficoltà.
Ko tecnico al quinto round per l’ex detentore del titolo, il ferrarese Nicola Cristofori. «Quella sequenza di ganci sinistri l’avevo mandata a memoria e, a dire il vero, non pensavo potessero essere determinanti già nelle prime riprese. È andata bene, ero caricatissimo dai mille e passa tifosi attorno al ring e mi ha fatto enormemente piacere, alla fine, ricevere, da parte del mio avversario e del suo team, i complimenti per la sportività, la correttezza ed il calore di tutto il nostro ambiente. Chieti ha risposto alla grande al mio invito, mi ha sostenuto con affetto e tutti insieme abbiamo vissuto una splendida serata di sport». Tanti anni di pugni da dilettante in un crescendo di passione e risultati, due volte campione del centro Italia ed una convocazione in nazionale prima del passaggio tra i professionisti. «Iniziai bene per poi incappare in una brutta sconfitta. Volevo smettere, ma il maestro Davide Di Meo mi convinse a non mollare impegnandomi ancora per dimostrare il mio valore. Ripresi ad allenarmi con rabbia e convinzione. Sono tornato a vincere e l’altra sera non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione della vita. Sono rappresentante di commercio, spesso lavoro come addetto alla sicurezza in alcuni locali ma, almeno due ore al giorno, mi alleno sempre. Tra corsa, atletica e tecnica. Il tempo bisogna trovarlo». Intanto c’è da festeggiare con gli amici di sempre prima di tornare in palestra. «Tra qualche giorno sarò di nuovo lì. Ora c’è un titolo da difendere ma, in questo momento, non voglio pensare a niente. Solo a ripercorrere nella mente le emozioni di una serata indimenticabile. Non l’avevo mai immaginata così bella».
Giuseppe Rendine
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