Cavendish-sprint a 36 anni ecco la 16ª vittoria al Giro

9 Maggio 2022

Il velocista: «Tutto merito di Ballerini». Van der Poel resta in maglia rosa

Un’altra bella storia raccontata dal Giro d’Italia. Mark Cavendish firma la sua vittoria numero 16 sulle strade della corsa rosa e festeggia nel migliore dei modi il ritorno al Giro.
E tra i suoi successi anche una tappa terminata in Abruzzo: era il 2011 e Cavendish sfrecciò per primo sul traguardo di Teramo. «Sono molto contento, è il primo sprint di un grande giro e non era facile per me perché inizio ad avere gli anni. Ma fatemi fare un applauso enorme alla mia squadra e in particolare a Ballerini. Semplicemente straordinari. Sono vecchio, ma sono sempre io». Da Kaposvar a Balatonfured 201 km di calma apparente prima della volata finale. Ad alzare le braccia al cielo è dunque Mark Cavendish davanti a Demare, Gaviria e Girmay. In gruppo giornata senza intoppi per Giulio Ciccone che in classifica generale resta a 1’01” dalla maglia rosa di Mathieu Van der Poel. L’ultima delle tre tappe in territorio ungherese verrà ricordata come una delle frazioni più facili e percorse a velocità blande dal gruppo con la media oraria delle prime ore ben al di sotto dei 40 km/h. Se non fosse per la presenza di Samuele Rivi (Eolo Kometa), l’inizio poteva sembrare la fotocopia esatta della prima tappa. Mattia Bais e Filippo Tagliani della Drone Hoppler del ds abruzzese Alessandro Spezialetti ancora in fuga dai primi chilometri con il gruppo che ha concesso fino a 6’ di vantaggio prima di organizzare l’inseguimento per la volata di Balatonfured.
Filippo Tagliani ha vinto la sua sfida personale con Rivi e si è aggiudicato i traguardi volanti balzando al comando della speciale classifica. Rivi si è preso la rivincita staccando il corridore della Doppler per cucirsi il numero rosso di combattivo di giornata che si contenderà con Bais. Per il gruppo, in attesa del finale, una giornata di sostanziale relax con lo sfondo del Lago di Balaton. I fuggitivi di giornata, che sono rimasti in due (Rivi e Bais), vengono ripresi a 28 chilometri dalla conclusione.
Passata la fase di relax si inizia a viaggiare a velocità sostenute, per intenderci vicino ai 60 km orari. C’è un piccolo dente a poco più di 10 chilometri dal traguardo classificato come gran premio della montagna e si danno battaglia Zabel (Isralel Fantini) e Eenkhoorn (Jumbo), ma poi in testa c’è solo la volata finale. A due chilometri dalla conclusione il treno della Quick Step prende in mano le operazioni e Ballerini è semplicemente straordinario. Cavendish finalizza da grande campione, ma che peccato per Girmay rimasto chiuso nei metri finali.
Notazione di colore: per Mattia Bais 355 chilometri di fuga in due giorni. Mica male! Si chiude così la tre giorni ungherese che ha caratterizzato la grande partenza del Giro 2022. Corridori già in Sicilia, oggi il giorno di riposo e da domani si inizia a salire con l’arrivo sull’Etna. Al di sotto delle aspettative nella crono il teatino Giulio Ciccone. D’accordo che non è mai stato il suo forte e che in questo giro conterà andare forte in montagna, ma i 50” rimediati da Yates nella seconda tappa sono troppi su 9.2 chilometri. Ed allora al Rifugio Sapienza sull’Etna è logico attendersi una prima risposta importante del corridore teatino. Oggi più che un riposo dalle pedalate sarà una giornata dedicata al lungo trasferimento attesa delle prime salite. Per l’ascesa più indicativa e temuta bisognerà attendere ancora qualche giorno e sarà in Abruzzo. Perché il Blockaus dirà a tutti chi sarà il favorito per la vittoria del Giro. L’Etna domani svelerà chi non può vincerlo, l’Abruzzo dirà tutti chi sarà il favorito numero uno per la maglia rosa di Verona.
Enrico Giancarli
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