Cavuto, da raccattapalle fino alla maglia azzurra

L’ultima volta dell’Italia a Chieti era a bordocampo, domani sarà protagonista
CHIETI. Probabilmente, è un cerchio che si chiude. Di certo, è uno strano incrocio del destino. Domani alle ore 18 l’Italia della pallavolo tornerà a giocare a Chieti dopo poco più di nove anni. Si giocherà Italia-Slovenia, un’amichevole in vista del torneo preolimpico di agosto, a Bari. L’ultima volta degli azzurri al PalaTricalle risale all’11 giugno del 2010. Una partita della World League vinta 3-0 dalla squadra dell’allora ct Andrea Anastasi. Quel giorno c’era anche Oreste Cavuto, oggi 22enne, che domani sera sarà in campo a disposizione del ct Blengini. «Ricordo bene quel giorno», racconta lo schiacciatore di Tollo che nelle scorse settimane è passato in prestito dal Trentino al Ravenna, sempre in Superlega. «Facevo il raccattapalle in quella partita. Ero a bordocampo. Al tempo, infatti, ero tesserato con la Teate e quel giorno i dirigenti mi portarono al palazzetto. Ho avuto la possibilità di vedere dal vivo i tanti campioni di quella squadra. Ricordo che entrai, con il dirigente Gianni Di Primio, anche nello spogliatoio azzurro per portare le bottigliette d’acqua». Di quell’Italia il trait d’union è Ivan Zaytsev, all’epoca una promessa del volley, oggi un pilastro della Nazionale. «C’è tanto da imparare da lui e dagli altri giocatori che compongono il gruppo», sottolinea Cavuto che domani sera sarà l’osservato speciale di amici e parenti che arriveranno da Tollo. «Per me sarà una grande emozione essere lì con i cari a fare il tifo alle spalle».
Presente e futuro. Probabilmente, si chiuderà un cerchio, visto che lo schiacciatore di Tollo negli ultimi mesi è definitivamente esploso grazie a Angelo Lorenzetti, l’allenatore del Trentino che nel corso dei play off l’ha gettato nella mischia ottenendo delle buone risposte. Talmente buone da aver stimolato anche il ct Blengini che l’ha chiamato in Nazionale facendolo esordire a maggio in amichevole e poi impiegandolo nella Volley Nations League. «Devo tanto sia a Lorenzetti che a Blengini che hanno creduto in me e mi hanno permesso di proseguire un percorso di crescita. Qui, il livello è altissimo, si impara tanto a vedere certi campioni». Ora, però, Cavuto vuole mettersi in proprio. «La scelta di andare a Ravenna è dettata dal fatto di voler giocare con continuità. Negli ultimi due anni mi sono allenato ad alti livelli, ora ho bisogno di giocare per verificare i miglioramenti». La prossima sarà una Superlega grandi firme. «Tutte le squadre si sono rinforzate, arrivano grandi giocatori e il livello si alza. Ci sono quasi tutti i migliori al mondo e sarà uno stimolo particolare per competere ad alti livelli».
La Volley Nations League è stato il primo grande torneo internazionale giocato da Oreste Cavuto in Nazionale in attesa del preolimpico e, forse, degli Europei di settembre. «È andata bene a livello personale, questo è certo. Anche come gruppo, nonostante la qualificazione alla final six della Vnl ci sia sfuggita di un soffio, non ci possiamo lamentare visto che comunque abbiamo giocato la pallavolo che volevamo».
Due amichevoli (ieri a Civitanova Marche e domani a Chieti) contro la Slovenia in vista del torneo preolimpico di agosto. «Sono importanti perché servono alla squadra in vista dell’evento clou dell’estate. Vogliamo il pass per Tokyo 2020, è quello l’obiettivo. Certamente sarà decisiva la terza sfida contro la Serbia , ma nel frattempo ci saranno le altre due gare fondamentali per potersi giocare tutto contro la nazionale che ci ha eliminato agli ultimi Mondiali disputati in Italia». Poi, ci saranno gli Europei. «Sono lontani, al momento. Certo, mi farebbe piacere far parte del gruppo, ma non so quelle che saranno le scelte del ct».
Il passato. Le caratteristiche tecniche di Cavuto sono quelle di uno schiacciatore che sa alternare l’uso della forza a quello dell’intelligenza tattica. Ma a 22 anni ha ancora tanto da imparare per affermarsi a livello di Superlega e internazionale.
«Alla pallavolo mi sono avvicinato grazie alla Vdc Volley Tollo, in cui all’epoca (parliamo di 12 anni fa, ndr) giocava Paolo Nicolai (oggi star del becah volley, ndr) in serie C. Lo vedevo», racconta Cavuto, «perché mio padre mi portava spesso in palestra. Avevo 10 anni la prima volta che sono stato tesserato. Ho fatto la trafila tra Tollo, Crecchio e Teate. Poi, sono andato a Trento. Ho iniziato il cammino con Alessio Sitti (alzatore nell’ultima stagione alla Sieco Impavida Ortona, ndr), poi però le strade si sono divise: lui è andato a Ortona e io a Chieti».
Il gigante di Tollo alto 199 centimetri - gemello di Gaia e fratello di Davide che gioca a beach volley - nel frattempo è cresciuto. «Devo ringraziare tutti quelli che hanno creduto in me, ma anche chi non l’ha fatto, perché comunque mi ha dato gli stimoli per migliorarmi».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

