Cavuto e Vitelli, la carica delle promesse abruzzesi

Lo schiacciatore di Tollo vestirà la maglia del Trentino, il centrale di Paglieta quella del Ravenna
TOLLO. Uno di Tollo, l’altro di Paglieta, entrambi classe 1996. Sono i due abruzzesi militanti nella massima serie di pallavolo maschile. Oreste Cavuto e Marco Vitelli, appena 21enni, rappresentano la punta di diamante del movimento pallavolistico regionale.
Il primo, nella nuova stagione, militerà in Superlega con la maglia di una delle più importanti società italiane, la Trentino Volley, con cui è stato protagonista nel settore giovanile. Il secondo, che ha già indossato una casacca gloriosa come quella della Lube, quest’anno giocherà a Ravenna. Il tollese Cavuto e il paglietano Vitelli hanno fatto parte anche della stessa squadra - la Teate Volley Chieti - quando erano poco più che bambini, ai tempi dell’under 14. Poi le strade si sono divise, ognuno ha intrapreso un percorso di crescita che quest’anno li porterà a rincrociarsi sottorete sui campi della massima serie. Per Cavuto, schiacciatore di 199 centimetri, sarà la prima esperienza in Superlega dopo due anni in Serie A2 agli ordini di mister Gianluca Graziosi, prima a Potenza Picena e poi a Bergamo. Nel suo palmares figurano due Junior League, due campionati italiani under 19 ed uno under 17. È stato, inoltre, mvp ai campionati under 19 e alla Junior League del 2015, miglior giocatore italiano under 23 di serie A2 2015/2016. Sempre nel 2015, per di più, ha partecipato all’Europeo con la nazionale under 23 conquistando la medaglia di bronzo. «Sono felice di tornare a Trento, società seria che mi ha fatto capire di voler puntare su di me, tanto che ho firmato un contratto triennale», dichiara lo schiacciatore di Tollo.
In Trentino troverà ad allenarlo un guru della pallavolo come Angelo Lorenzetti: «Ho già avuto modo di svolgere qualche seduta di allenamento con lui nelle scorse settimane, mi ha fatto intendere di credere nelle mie capacità e, oltre alle indiscutibili capacità da tecnico, mi ha colpito il suo lato umano. Parla con i giocatori, ha un rapporto diretto con noi», rivela Cavuto.
Il 21enne partirà dalla panchina come quarto schiacciatore, ma questo non lo demoralizza: «Avrei potuto scegliere di andare in altre squadre di Superlega dove c’era la possibilità di conquistarmi il posto alla presenza di giocatori un po' meno esperti. Ma ho scelto questa società perché, grazie ad un grande allenatore ed a tanti campioni, sono sicuro che avrò modo di migliorarmi. Dovrò abituarmi al differente livello di gioco che c’è tra A2 e Superlega e spero di riuscire a ritagliarmi uno spazio».
Tuttavia Cavuto strizza l’occhio anche alla nazionale maggiore, con cui negli scorsi mesi ha partecipato ad un raduno collegiale: «L’obiettivo è di essere inserito nella lista della World League dell’anno prossimo. Tokyo 2020? Ci penso, è un obiettivo lontano, sicuramente non irraggiungibile, ma per ora è un sogno che cercherò di avverare con tutte le mie forze». Alle Olimpiadi punta anche Marco Vitelli, il centrale di Paglieta di 201 centimetri, che quest’anno militerà nella Bunge Ravenna. «Vorrei guadagnarmi un posto e strappare il pass per Tokyo», ammette il 21enne pronto alla sua quinta stagione nella massima serie. Dopo tre anni in A1 con la Lube Macerata, società con la quale ha svolto la trafila delle giovanili, nell’ultima annata ha giocato nell’Exprivia Molfetta e ora la compagine marchigiana lo ha ceduto in prestito alla Bunge. «Ho scelto Ravenna perché mi è piaciuto il progetto, una squadra giovane con un allenatore molto bravo (Fabio Soli ndc)», commenta Vitelli, uno che ha all’attivo la vittoria di uno scudetto under 19 ed una Junior League con il settore giovanile della Lube, oltre che di una Supercoppa italiana con la prima squadra. In attesa dell’inizio della nuova avventura in Romagna, il centrale di Paglieta si diverte in diversi tornei di beach volley, disciplina nella quale ha preso recentemente parte anche all’Europeo under 22. «Mi sono classificato nono in coppia con Matteo Canegallo», aggiunge Vitelli, «poteva andare meglio ma va bene così».
Poi chiude con un saluto all’amico Cavuto: «Gli auguro di ritagliarsi uno spazio importante a Trento, sono sicuro che si giocherà al meglio le sue carte e sfrutterà questa importante opportunità».
Alfredo Sitti
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