CENERENTOLA HA SFIORATO IL GRAN BALLO

6 Luglio 2014

di STEFANO TAMBURINI Cenerentola è quasi arrivata al Gran Ballo, anzi ha fatto qualche giro di valzer e poi è uscita fra gli applausi: il suo Mondiale, Costa Rica l’ha più che vinto. Una dopo l’altra,...

di STEFANO TAMBURINI

Cenerentola è quasi arrivata al Gran Ballo, anzi ha fatto qualche giro di valzer e poi è uscita fra gli applausi: il suo Mondiale, Costa Rica l’ha più che vinto. Una dopo l’altra, questa squadra venuta dal niente ha fatto fuori Uruguay, Italia, Inghilterra, Grecia e ha messo paura, all’Olanda. E, se fosse passata, chi se la sarebbe sentita di seminar certezze sulla sfida con l’Argentina? Specie dopo aver visto quello show pomeridiano, fatto di molta noia negli occhi e poca gioia nel cuore. All’albiceleste è bastato il gol di Gonzalo Higuain con un Belgio che ci ha messo del suo. In certi momenti sonnacchiosi invece che una squadra di calcio sembrava quell’allegra combriccola che negli anni settanta-ottanta poteva vincere solo qualche puntata di “Giochi senza frontiere”. Sì, quello con gli arbitri svizzeri Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi, che alla fine avrebbero sentenziato: «Pour la Belgique, avec le joker, zéro points». Già, il jolly, poteva e doveva esser uno fra Lukaku, Mertens o Fellaini. Invece si è visto poco. Agli argentini e alla loro star, Leo Messi, va bene anche così. Lui, la Pulce, non è – o non è ancora – il Maradona che vinceva da solo, ha qualità, dà ciò che basta per portare a casa la qualificazione ma l’impressione che con l’Olanda ci vorrà qualcosa in più.

Lo spettacolo desolante peraltro va in scena nel giorno in cui tutto il Mondiale è triste perché l’altra star sudamericana, il brasiliano Neymar, se n’è andato in elicottero dal ritiro e dal Mondiale. La frattura a una vertebra, rimediata durante la sfida con la Colombia per una brutta botta di Juan Camilo Zuniga, non è grave ma tanto basta per metterlo ko. E anche per far calare una cappa di paura su un intero paese che sui social manda in scena l’immancabile festival del peggio con offese e minacce al colombiano: si va da «mostro» a «giocatore più cattivo del mondo» e si arriva ad «assassino» e a prometter la morte. Per fortuna a Brasilia ci sono anche gli striscioni argentini «fuerza Neymar!» che ridanno speranza a chi non si arrende all’ipotesi che possa vincere anche l’inciviltà. Al Gran Ballo potevano esserci anche i Ticos. Speriamo solo che dalle nostre parti a nessuno venga in mente di spararne una del tipo: «Sì, però in effetti siamo usciti con una grande...». Le favole vanno bene, le barzellette un po’ meno.

@s__tamburini

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