Cerasi ci crede: «Giulianova, rimonta possibile»

3 Gennaio 2022

Vincendo il recupero a Cupello i giallorossi sarebbero a -3 dalla vetta. Il tecnico: lotteremo fino alla fine

GIULIANOVA. Miglior rendimento casalingo con 9 vittorie, 1 pareggio e nessuna sconfitta in 19 partite. Secondo miglior attacco dietro la capolista Avezzano con 39 gol fatti e miglior difesa con soli 13 gol subiti. Sono i numeri della prima metà di stagione del Giulianova di Luciano Cerasi. Un ruolino da primo posto, se non ci fosse la corazzata marsicana: «Già, ma purtroppo loro ci sono», dice ridendo, il tecnico dei giallorossi, che vincendo il recupero in programma mercoledì a Cupello, si porterebbe a -3 dal primo posto. «Stiamo pensando alla partita di Cupello dalla sera del 22 dicembre, cioè dall’inizio delle feste. Eravamo partiti con l’intento di salvarci perché per molti giocatori, me compreso, era la prima esperienza in Eccellenza. Ora però ne sono sicuro: daremo fastidio all’Avezzano fino alla fine». Nel mirino c’è lo scontro diretto del 23 gennaio al Fadini, dove il Giulianova non ha mai perso e ha subito solo 2 gol: «Forse lo scontro diretto dell’andata (vinto dall’Avezzano 4-2) è arrivato troppo presto», dice Cerasi, «dovevamo ancora registrare alcuni meccanismi difensivi e imparare a vincere anche giocando male». Il progetto Giulianova è nato quasi da zero, con investimenti economici mirati e puntando forte sui giovani, che finora stanno garantendo un rendimento spaziale in tutti i reparti: «Ho accettato perché c’era progetto serio e con una società stupenda», ribadisce Cerasi. Ma quali sono i veri segreti di questo spumeggiante Giulianova? «Certamente avere la spinta di centinaia di tifosi che ogni domenica ci sostengono è meraviglioso. Conosco bene questa piazza perché sono originario di Giulianova e so che i miei giocatori si sentono coccolati». Per riassumere il clima creato da Cerasi a Giulianova, basta un aneddoto: «A dicembre abbiamo ceduto l’attaccante Francesco Africani al Morro d’Oro, quando ha salutato la squadra ha portato nello spogliatoio una sciarpa del Giulianova che conservava da parecchi anni. È stato un momento molto emozionante in cui molti dirigenti hanno rischiato di piangere. Sono arrivate offerte importanti per parecchi miei ragazzi a dicembre, ma il Giulianova è come una famiglia. E nessuno vuole andar via».