Cerasi, una famiglia nel pallone: padre e figlio perni del Giulianova

Luciano allena e Mattia segna i gol per la promozione: «Papà super, ma in campo niente favoritismi A casa non si parla di calcio». Il tecnico: «È molto bravo, però con me niente posto assicurato»
GIULIANOVA . Mattia gioca e segna, papà Luciano siede in panchina, esulta al gol del figlio e si gode il primato. È la storia dei Cerasi, la famiglia nel pallone che fa sognare Giulianova. Mattia, 24 anni, è il centrocampista che domenica ha deciso il derby con la Torrese con un destro chirurgico dal limite dell’area. Luciano, 53 anni, è il padre di Mattia e l’allenatore del Giulianova primo in classifica in Eccellenza a punteggio pieno dopo cinque giornate, a +2 su Angolana e Sulmona e a +5 sull’Aquila. Entrambi stanno vivendo un sogno. Loro, giuliesi doc, tifosissimi dei giallorossi, si ritrovano ad essere i protagonisti di una favola che sta appassionando tutta la città.
Lo stadio nel cuore. «Papà mi portava al Fadini quando ero piccolo», racconta Mattia. «Ricordo ancora la festa promozione in C1 dopo lo spareggio vinto con il Prato. Era la squadra che più mi ha fatto emozionare e innamorare di questi colori, quella dei vari Migliore, Campagnacci, Vinetot. Il Giulianova più bello di sempre per quelli della mia generazione». Ora Mattia e Luciano non sono più semplici tifosi. Sono scesi dagli spalti e hanno sposato il progetto Giulianova dallo scorso anno. Il primo indossando la maglia numero otto, il secondo allenando una squadra tra le più giovani del campionato dopo una lunga esperienza nelle giovanili di Teramo e Ascoli.
Casa giallorossa. «A casa cerchiamo di parlare il meno possibile di calcio», sorride Mattia, «Luciano pensa a fare il papà lontano dal campo. Quando si vince, scherziamo molto. Domenica, dopo la vittoria, appena tornati a casa mi ha fatto qualche battuta come è nel suo stile. In campo, però, tratta tutti allo stesso modo. Anzi, a me forse tratta anche peggio», scherza il centrocampista giallorosso. «Che fosse un grande papà lo sapevo già, ora sta dimostrando di essere anche un bravo allenatore. Sono felice per lui perché so quanto ci tiene al Giulianova. Lo pressano in tanti, i tifosi lo fermano sempre per strada. Noi sogniamo di riportare la squadra in serie D e ce la stiamo mettendo tutta». In serie D, Mattia Cerasi, ci è già stato proprio col Giulianova. «Poi ho avuto problemi alla schiena e mi sono per strada, ripartendo dalla Promozione».
Consigli e gol. Quest’anno sta ritrovando condizione e fiducia nei propri mezzi. «Mattia sta facendo grandi progressi», dice papà Luciano, «l’anno scorso non riusciva a capire quello che gli chiedevo di fare, ora crede in quello che fa. Titolare inamovibile? Assolutamente no, per me i ragazzi sono tutti uguali. Con la Torrese ha segnato Mattia, ma i meriti della vittoria sono di tutta la squadra». Quel gol difficilmente lo dimenticherà. «Ero quasi incredulo, ho visto la palla entrare e ho sentito il boato dei tifosi», ricorda il giocatore giuliese. «Un’emozione incredibile. Dedico il gol alla mia ragazza Noelia. Dove possiamo arrivare? Siamo un grande gruppo, ci vogliamo tutti bene e non ci sono prime donne. Possiamo vincere contro tutti perché andiamo a un ritmo che le altre non hanno». Domani (ore 15,30) i giallorossi torneranno in campo per l’andata dei quarti di coppa Italia: appuntamento al campo Castrum contro il Montesilvano, avversario dei giallorossi anche domenica in campionato. Le altre sfide sono L’Aquila-Spoltore, Torrese-Pontevomano e Sambuceto-Angolana.
Giammarco Giardini

