Cerri, pallone e amore: a Teramo c’è il mio il cuore

Il responsabile dell’area tecnica del Monopoli per quattro anni in biancorosso: «Mia moglie è teramana e lì sono nate le mie figlie. Stavo per tornare due anni fa»
TERAMO. Domani il Teramo si troverà di fronte un pezzo del suo passato, quel Massimo Cerri un tempo centrocampista e oggi responsabile dell’area tecnica del Monopoli. Per il 60enne dirigente piacentino quella del Veneziani sarà la sfida del cuore visto che a Teramo ha giocato per quattro anni a cavallo tra gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta e che, soprattutto, a Teramo ha messo su famiglia, avendo sposato la signora Maria Gabriella Balducci, teramana doc. In città tra l’altro sono nate le tre figlie e in città torna spesso visto che conserva ancora tanti amici. Ecco, dunque, l’incrocio con il passato. «Sarà la prima volta contro il Teramo», racconta Massimo Cerri che dopo aver appeso le scarpe al chiodo è stato prima allenatore e poi dirigente. Ha allenato nel settore giovanile del Piacenza, dal 1994 fino a quando poi la famiglia Garilli ha lasciato il club. Ha vissuto i bei tempi della società biancorossa che ha valorizzato i vari Alberto Gilardino, Simone Inzaghi e Radja Nainggolan (segnalato da Graziano Bini, ex responsabile del settore giovanile).
«A proposito, lo sapevate che Simone Inzaghi è stato a un passo dal Teramo? Era il 1998 e Simone era rientrato dal prestito dal Brescello, doveva essere girato e c’era un’intesa di massima con il Teramo. Però, poi, Materazzi lo volle con sé in prima squadra. Addirittura, lo fece esordire alla prima di campionato - al posto di Rizzitelli - contro la Lazio e da lì prese il volo, segnando 15 gol in quella stagione in serie A».
Più recente il trapasso dalla panchina a dietro la scrivania dove è stato direttore sportivo a Piacenza, Cosenza e Alessandria (due anni) prima di sbarcare nell’aprile scorso a Monopoli dove aveva giocato in passato. Il Monopoli mercoledì sera ha pareggiato a Bari, ma, soprattutto, ha già cambiato allenatore ed è ora tra le mani di Beppe Scienza, il tecnico della passata stagione. Che in estate non aveva trovato l’accordo con il club, salvo poi essere richiamato dopo la sconfitta di Pagani nella seconda giornata. «Sono cose che accadono nel calcio, fortunatamente adesso stiamo andando bene e ora ci aspetta questo esame duro», sostiene Cerri che parla del Teramo. «In città torno almeno due-tre volte l’anno, ho tanti amici. E so che c’è una nuova proprietà, molto ambiziosa. Effettivamente, la squadra è da primi quattro-cinque posti. Il budget è di quelli per fare un campionato di vertice. Conosco Sandro Federico, è molto bravo. La squadra è totalmente cambiata e quindi Tedino ha bisogno di tempo, ma credo che i valori verranno fuori alla lunga».
Quindi? «Beh, sarà una sfida difficile per entrambi».
Di quelle che fanno tornare Cerri con la mente indietro nel tempo. Esattamente alla stagione 1986-87 quando il Monopoli di Gianni Balugani battè il Teramo 1-0 al Veneziani proprio con una rete di Massimo Cerri su calcio di rigore. Oppure a un Monopoli-Teramo 1-2 (1984-85) con il teramano Cerri in gol da metà campo. Una prodezza che ancora oggi è nei ricordi dei tifosi di una certa età. «Per me il ricordo di Teramo è il Comunale, quella era una gabbia dei leoni. C’era la gente che ti ululava addosso, ti trascinava. Che brividi solo a ripensarci».
A proposito di ricordi. «La mia partita, quella che ricordo come se fosse ieri, è il derby vinto sotto la neve, credo nella stagione 1983-84 quando segnai su punizione. Una bolgia il Comunale». Era un centrocampista con il vizietto del gol su punizione, ma proprio a Teramo Giorgio Rumignani lo trasformò in difensore centrale. «Era il 1985, segnai otto gol. Tanti per un difensore, a maggior ragione se riferiti al calcio degli anni Ottanta». A Teramo, dove l’ha portato il compianto Carmine Rodomonti, è stato dal 1982 al 1985 - con Balugani, Corelli, Bruno Piccioni e Giorgio Rumignani - e poi una parentesi (non molto fortunata) nel 1991-92 con la gestione Cerulli Irelli. Da allora le strade non si sono più incrociate, anche se… «un paio di anni fa feci un paio di colloqui con il presidente Campitelli, ma poi non se ne fece nulla. Teramo era ed è nel mio cuore per ovvi motivi. Oggi sto bene a Monopoli e credo che Teramo abbia il miglior management possibile, ma mai dire mai per il futuro…».
Il pallone in famiglia. Massimo Cerri ha conosciuto la moglie Maria Gabriella grazie a Mauro Meluso, all’epoca compagno di squadra e oggi ds del Lecce. Meluso stava con Roberta (una delle tre sorelle teramane Balducci) ed entrambi hanno favorito l’incontro tra Cerri e quella che è poi diventata la sua signora.
La terza sorella, Fausta, è andata in moglie all’avvocato Giandomenico Morra, ex assessore regionale, anche lui teramano.
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