Cetrullo, lo psicologo oltre la schiacciata

19 Ottobre 2017

Domenica tornerà da ex a Ortona con la maglia di Gioia del Colle

ORTONA. Schiacciatore e psicologo. Domenica (ore 19,30) il dottor Leano Cetrullo tornerà a casa. Lui è di Francavilla e di fronte avrà la Sieco Impavida Ortona. Il 31enne opposto sarà il grande ex con la maglia di Gioia del Colle. Rendimento eccellente il suo. Nella passata stagione è stato il trascinatore dei pugliesi in B e l’inizio di campionato in A2 è stato ottimo. Ma Leano Cetrullo ha una vita parallela al fianco di quella sportiva. In bacheca ha una doppia laurea conseguita un paio di anni fa in psicologia clinica all’università d’Annunzio di Chieti. Punta alla terza e studia. Studia tanto per tenersi aggiornato, perché il futuro lo vede oltre una rete. Due anni fa è stato a Boston, l’estate scorsa a Liverpool, in Inghilterra, per un corso intensivo di inglese medico.
Cetrullo, come nasce la sua passione per la psicologia?
«Sono sempre stato affascinato dal comportamento umano, in particolar modo da quello patologico. E così ho studiato per soddisfare quella che era la mia passione, ma anche la mia curiosità».
Come ha fatto a conciliare università e pallavolo? «Mentre gli altri si riposavano, io studiavo. Mi alzavo presto al mattino oppure sfruttavo i buchi tra un allenamento e l’altro. Nella vita tutto quello che è piacere non pesa. Tra l’altro, le mie migliori prestazioni sono coincise proprio con i momenti di studio più intenso. Non saprei spiegare questa coincidenza, ma probabilmente studiare mi rilassa e quindi entro in campo con meno pressione e rendo di più».
Svaghi?
«Circoscritti. Ad esempio, io non guardo la tv. E in trasferta mi porto sempre un libro da leggere. La psicologia necessita di aggiornamento».
L’aiuta nel volley?
«Sì, essenzialmente nella gestione dell’ansia e anche grazie alle tecniche di respirazione. La psicologia è demonizzata in Italia. C’è lo stereotipo per cui chi va dallo psicologo sta male. Così non è, perché all’estero è un figura più apprezzata, aiuta a far lievitare il rendimento professionale e più in generale agevola la crescita della qualità della vita».
Nello sport è entrata la figura del mental coach?
«Sono diffidente, anzi non mi piace proprio. Non si entra nella mente delle persone grazie a un corso di un paio di mesi. Ci sono psicologi affermati che dopo anni e anni di studio hanno dubbi e lacune e approfondiscono per migliorarsi. E’ più difficile e complicato lo studio della psiche rispetto a quello che si può pensare. Tra un mental coach e uno psicologo la differenza sta nella preparazione scientifica. Ed è tutto dire…».
Come vede il suo futuro?
«All’estero in qualche ospedale ad aiutare chi ha bisogno».
Esercita la professione?
«No, non ho il tempo necessario. Ma qui a Gioia del Colle ho preso contatti con un paio di cliniche e prossimamente potrei iniziare a fare qualcosa».
Nel frattempo?
«Scrivo articoli per un paio di riviste specializzate. I temi preferiti sono l’omosessualità, l’omofobia, ma anche la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili o la gestione dell’ansia».
E nel mondo del volley si è parlato molto di un’intervista fatta un paio di anni fa a Andrea Frangioni, un giocatore di serie B che ha fatto outing sulla sua omosessualità.
«Sì, si è raccontato a 360°. Lo ha fatto andando oltre l’outing tradizionale. A me interessava sviscerare l’argomento sul piano prettamente psicologico, ovviamente. Quell’intervista ha fatto oltre 15.000 visualizzazioni a testimonianza di quanto l’argomento sia sentito».
E comunque gioca.
«Beh, certo. Sono un perfezionista, cerco di dare sempre il massimo in tutte le cose che faccio: in palestra e negli studi».
A Gioia del Colle lei è il trascinatore.
«Nella passata stagione, abbiamo vinto 30 gare su 30, abbiamo perso solo sei set tra campionato, play off e coppa. E quest’anno cerchiamo di essere competitivi ad alti livelli. Qui la pallavolo è sentita, c’è tradizione e al palazzetto la media è di oltre mille spettatori. Il pubblico è molto caldo».
Domenica tornerà a casa.
«In pratica sì, io sono di Francavilla che è attaccata a Ortona. Tornerò con piacere in un ambiente che è stato il mio per due anni (dal 2012 al 2014, ndr) e in cui mi sono trovato bene. Società, compagni e tifosi. Ho vissuto due anni in un doppia famiglia, la mia e quella della Sieco Impavida. Ho vinto anche il titolo di miglior cannoniere della A2».
Detto ciò…
«Noi puntiamo a vincere, siamo reduci dalla vittoria di Mondovì e sappiamo che ci attende una trasferta difficile».
La Sieco Impavida è reduce da quattro vittorie di fila.
«C’è una società seria e preparata. Ha sempre costruito squadre importanti e questa non tradisce la tradizione».
Lei opposto di Gioia del Colle di fronte avrà lo slovacco Milan Bencz opposto della Sieco.
«Sarà una sfida nella sfida».
Lei e Bencz in che cosa vi differenziate?
«Lui sfrutta di più l’altezza, io punto sulla velocità della palla».
Nei due anni che ha giocato a Ortona la sua mamma era sempre al palazzetto e stava al fianco degli ultrà di casa.
«Ora a Gioia del Colle salta qualche partita, ma è abbastanza presente. Ed è la mia prima tifosa. Domenica ci sarà anche lei insieme ad amici e parenti».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA