Che festa per gli Sharks Fultz: un grande gruppo

29 Maggio 2017

Arena 4 Palme in delirio per il Roseto. Il capitano: un anno sempre al top

ROSETO. Giocare tra i fumogeni colorati alla fine è sembrato quasi normale: è finita in goliardia la stagione degli Sharks, festeggiati dai propri tifosi per un’ultima sera all’Arena 4 Palme l’altro ieri. C’erano tutti (assenti giustificati solo i due Usa, ma Sherrod tornerà per il suo ultimo concerto domenica prossima alle 17 nella splendida cornice della Torre di Cerrano di Pineto), e l’allegria l’ha fatta da padrona: selfie a centinaia, scherzi malandrini come se piovesse, e la ricerca disperata per l’ultimo pantaloncino da parte dei tifosi per avere un ricordo tangibile da esibire come trofeo quest’estate nei tornei “tre contro tre” che si fanno nei campetti di ogni lido di Roseto.
Le parole più belle alla fine sono state quelle del capitano di questa pazza armata, Robert Fultz: «Chiudiamo in bellezza tra i nostri supporter per festeggiare un anno sopra le righe. A bocce ferme, ripensandoci, il momento top della stagione è stato alla prima di campionato, quando in trasferta abbiamo vinto a Verona: lì abbiamo capito che avevamo qualcosa di speciale, insieme, da far vedere a tutti e un campionato intero davanti per dimostrarlo: la salvezza non è mai stata in discussione, e siamo arrivati tra le prime 8 al secondo turno di playoff, direi missione compiuta». La chiave della stagione? «La nostra bravura come squadra: ognuno di noi è stato capace di far risaltare le doti del proprio compagno mettendo in ritmo quello che stava facendo qualcosa di buono per vincere». Adesso un po’ di vacanza: «Con Simone Flamini, capitano di Siena, e un altro socio pesarese, apriremo un locale a Barcellona, puntando a far conoscere le birre italiane: forse non sarà il mio lavoro del futuro, ma intanto ci godiamo due birre in amicizia con chi verrà a trovarci, che fa sempre bene». E il futuro? «Sono stato molto bene a Roseto», ha detto Fultz, «adesso parleremo con la società per sentire le loro idee e cosa vogliono fare. Da parte mia, a 35 anni, penso di aver dimostrato di poter stare bene in capo da titolare, anche troppo considerando che ad inizio di stagione giocavo oltre 35 minuti ogni match: non a caso con l’arrivo di un secondo play non ho avuto più nessun problema, senza più saltare neanche un allenamento. Fisicamente sto bene, mi diverto e quindi voglio ancora giocare». Magari di nuovo a Roseto: «Se la società è furba, un gruppo così importante non se lo deve far scappare, soprattutto la spina dorsale italiana: siamo arrivati tra le prime 8 senza aspettarci nulla, con qualche accorgimento e con due, tre aggiunte furbe chissà. Del resto ripartire da zero non è mai facile, staremo a vedere nei prossimi giorni».
A far festa insieme allo staff c’era anche il coach e ds degli Sharks Emanuele Di Paolantonio, che dovrà adesso iniziare a lavorare per il prossimo roster: «Avere un pubblico del genere è la vera forza della nostra squadra. Da adesso i rosetani vanno in vacanza, ma io sono già pronto a vivere la mia solita estate piena di lavoro. Ma lo faccio volentieri».
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