Chieti, avanti adagio

Neroverdi rimaneggiati, il Castelfidardo impone il pari all’Angelini
CHIETI. Troppo brutto per essere vero. Il Chieti si conferma grande con le grandi e piccolo con le piccole e non va oltre lo 0-0 con il Castelfidardo. Ma è un punto d’oro. Sì, perché il San Nicolò perde con il Fano e la squadra di Ronci consolida il quinto posto che vale i play off, portandosi a +3 sui teramani a tre giornate dalla fine. Un passo avanti in classifica, due indietro sul piano della prestazione. Prendete la squadra che domenica scorsa ha schiantato la Sambenedettese al Riviera delle Palme e cancellatela dalla mente. Il Chieti con il Castelfidardo non ha mai tirato nello specchio della porta ed è apparso in grossa difficoltà sul piano fisico.
«Avevamo tanti giocatori acciaccati», dirà Donato Ronci nel post-partita. «In settimana ci siamo allenati senza quattro titolari». Vittorio Esposito ha giocato con una spalla lussata, Giron si trascina un problema alla schiena, Sbardella non ha ancora recuperato pienamente dalla contrattura e Orlando è sceso in campo con una caviglia gonfia. Sta di fatto che, in un Angelini deserto, con 56 tifosi presenti in curva Volpi e con gli ultrà che da novembre rimangono fuori dallo stadio per contestare la società, i 19 punti di differenza tra le due squadre non si sono visti. E il Castelfidardo, che si trova in zona play out, avrebbe meritato qualcosa in più.
Lorenzo Sbarbati, attaccante biancoverde, è stato lo spauracchio del Chieti: dai suoi piedi sono nate le azioni più pericolose del Castelfidardo. Ogni volta che il numero dieci marchigiano prendeva palla, la difesa teatina andava in affanno. Nel primo tempo, ha inquadrato più volte lo specchio della porta Sbarbati che tutto il Chieti. Il Castelfidardo con il suo 4-4-2 ha chiuso tutti gli spazi. E la squadra di Ronci ha fatto una fatica tremenda. Orlando ha perso tutti i palloni che ha toccato, Broso non ne ha presa una, Giron e Del Grosso non hanno spinto sulle fasce come sanno fare, Esposito non è mai entrato in partita perché condizionato dal dolore alla spalla. Il migliore è stato il portiere Mattia Placidi che, al 37’ del secondo tempo, ha evitato al Chieti la sconfitta con una parata decisiva sulla conclusione ravvicinata del neo-entrato Cavaliere. Ronci ha provato a cambiare uomini e moduli per dare una scossa alla squadra.
All’inizio della ripresa, il tecnico teatino ha inserito contemporaneamente Papa Ndiour e Lagzir al posto di Orlando e Sgambato ed è passato dal 3-4-3 al 4-3-3 mettendo un centrocampista in più per cercare anche il tiro dalla distanza. Ma le cose non sono cambiate e il Chieti non ha mai inquadrato la porta difesa da Anyadiegwu. E ha anche rischiato di perdere. Al 4’ il Castelfidardo ha una doppia occasione con Tassi, ma i teatini si salvano. All’8’ Maschio la combina grossa e manda in porta Sbarbati: l’uscita di Placidi è provvidenziale. Poi il portiere neroverde salva il risultato sul tiro di Cavaliere.
«Per come eravamo messi, questo è un punto pesante per i play off», spiega Ronci, «perché siamo arrivati a questa partita in condizioni fisiche precarie. Esposito e Orlando in settimana non si sono mai allenati, Giron e Sbardella solo sabato. Li ringrazio perché, nonostante non fossero al top, non si sono tirati indietro e hanno voluto giocare a tutti i costi dimostrando grande attaccamento alla maglia. Il Castelfidardo è una squadra organizzata che ha chiuso tutti gli spazi e ci ha messo in grossa difficoltà soprattutto a campo aperto, ma siamo stati bravi a soffrire e a prenderci un punto importante. Ora speriamo di recuperare tutti per il derby di Giulianova».
Giammarco Giardini
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