«Chieti, che errore riconfermare Galli»

Il ds Brandimarte si assume la responsabilità della scelta
CHIETI. Situazione di stallo in casa Chieti. Dopo tre settimane dalla retrocessione in serie B, è ancora incerto il futuro del basket teatino. L'unica certezza è che, dopo quattro anni, la Proger non sarà più lo sponsor della squadra biancorossa. Un problema in più da affrontare per il presidente Gianni Di Cosmo che in questi giorni sta lavorando sottotraccia per cercare nuovi sponsor. Di Cosmo attende risposte concrete dalla città anche in vista di un possibile ripescaggio. Chieti è in pole position e potrebbe approfittare dei problemi di Ferentino (ferma la trattativa per cedere il titolo a Cagliari) per tornare subito in A2. Per saperne di più bisogna aspettare il 7 luglio, quando scadrà termine per le iscrizioni. La priorità, adesso, è capire le intenzioni di Di Cosmo.
Mentre il presidente continua le sue riflessioni, Guido Brandimarte ripercorre il campionato tribolato della Proger, svelando retroscena di mercato e ammettendo i propri errori. Uno su tutti: la conferma ad inizio stagione di coach Massimo Galli. «Il problema è stato a monte», spiega il vice presidente e direttore sportivo del Chieti, «l'errore grosso è stato fatto all'inizio perché Galli non andava riconfermato. In un campionato che ogni anno sale di livello, un allenatore del genere con determinate caratteristiche, bravo a lavorare con i giovani ma che non è propenso a fare lo stesso con giocatori di personalità, fa fatica a gestire una squadra che vuole ben figurare in A2. Mi assumo le mie responsabilità perché non mi sono reso conto che Galli non andava riconfermato». Una riconferma che, secondo Brandimarte, ha condizionato anche il mercato, a partire dalla scelta di non tenere Diego Monaldi. «L'idea era di prendere al suo posto un play rodato o un americano che aveva già fatto questo campionato», aggiunge il ds teatino, «per questo avevo proposto il ritorno di uno tra Deloach e Sollazzo, ma Galli ha detto no. Eravamo anche sulle tracce di Tavernari, Fultz e Amoroso, ma non erano giocatori graditi all'allenatore perché Galli fa fatica a gestire quelli di personalità. Un errore è stato quello di averlo assecondato troppo nel mercato».
La retrocessione brucia ancora, ma adesso bisogna guardare avanti. Quale sarà il futuro di Chieti? «Dobbiamo aspettare almeno dieci giorni per avere le idee più chiare», risponde Brandimarte, «ogni decisione spetta al presidente che deve dire cosa vuole fare. Ogni discorso è subordinato alle decisioni che prenderà Di Cosmo». Compreso il discorso tecnico. L'unica certezza è che si ripartirà dal giovane coach Pino Di Paolo. La squadra verrà rifondata. L'unico giocatore che ha un altro anno di contratto è il play Mattia Venucci, che però può liberarsi. Chi potrebbe rimanere, in caso di ripescaggio in A2, è Matteo Piccoli, uno dei pochi a salvarsi in una stagione da dimenticare.
Giammarco Giardini
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