Chieti contestato: il presidente Trevisan annuncia l’addio

Il pari nel derby con il River 65 fa infuriare i tifosi Il patron: «Clima ostile, non è possibile andare avanti»
CHIETI. Il Chieti sprofonda nel baratro. Dopo un duro confronto con la tifoseria, il presidente Giulio Trevisan si dimette. «Non ho intenzione di andare avanti in questo clima ostile. Vado via. La società è sul mercato e non ha debiti: chi vuole prenderla si faccia avanti». Il derby teatino getta il Chieti nel caos. Una squadra troppo brutta per essere vera pareggia 0-0 con il River, esce dal campo tra i fischi di tutto lo stadio e viene contestata dalla tifoseria. Al termine della partita, Trevisan si presenta in sala stampa e prende ancora una volta le difese di Aielli, sommerso dai fischi dell'Angelini. «L'allenatore non è in discussione. Il problema è psicologico e non tecnico. La squadra non è scesa in campo e ha evidenti cali di tensione». Ma fuori dallo stadio esplode la contestazione dei tifosi. «Via tutti», gridano gli ultras della curva Volpi radunati dietro ai cancelli della tribuna. I tifosi ottengono un confronto con Trevisan e Aielli, chiedendo all'allenatore di dimettersi e al presidente di dare una svolta alla stagione e di farsi da parte se non è in grado di fare calcio a Chieti. La tensione sale alle stelle quando interviene il figlio di Trevisan, che prende le difese del padre si lascia scappare qualche parola di troppo che fa infuriare i tifosi. Trevisan, visibilmente scosso, riunisce i suoi collaboratori e annuncia le dimissioni. «Accontento i tifosi e vado via. Ci sono gli altri soci Di Giovanni e Pollio che prenderanno in mano la situazione». Nei prossimi giorni ci sarà una riunione con i soci per ridefinire il nuovo assetto societario. Trevisan garantirà la gestione ordinaria fino all'arrivo di un nuovo presidente. Resta da definire, invece, la posizione di Aielli. Ieri il tecnico ha avuto un lungo confronto con il suo staff, ma non ha ancora deciso se rassegnare le dimissioni. In campo è stato il Chieti peggiore della stagione. Manovra lenta e poche idee contro un avversario tecnicamente inferiore che, però, non ha sfigurato e ha sfiorato anche il colpaccio, colpendo una traversa nel primo tempo con Criscolo e rendendosi pericoloso con l'ex Antignani. Per il Chieti solo qualche guizzo dei singoli e un palo colpito nel finale da Fruci. Troppo poco. Trevisan è ai saluti e si apre l'ennesima crisi del calcio teatino, dopo nemmeno un anno dal fallimento della vecchia società.
Giammarco Giardini
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