Chieti da record, ora la serie B è vicina Di Camillo: dispiace non avere lo stadio

28 Gennaio 2022

CHIETI. Il Chieti calcio femminile è la squadra migliore d’Italia. Nei campionati nazionali a tinte rosa, dalla serie A alla C, nessuno ha fatto meglio delle neroverdi che hanno vinto 14 partite su...

CHIETI. Il Chieti calcio femminile è la squadra migliore d’Italia. Nei campionati nazionali a tinte rosa, dalla serie A alla C, nessuno ha fatto meglio delle neroverdi che hanno vinto 14 partite su 14 e corrono spedite verso la serie B. Record su record per la squadra teatina che, dopo la vittoria nel big match contro la Res Roma decisa dalle reti di Luisa Esposito e Giulia Di Camillo, ha ipotecato la promozione. La classifica del girone C di serie C vede il Chieti al comando con 42 punti, a +8 e + 10 rispettivamente sull’Apulia Trani e sulla Res Roma che hanno una partita in meno. Un cammino al di là di ogni aspettativa che ha sorpreso anche l’allenatore Lello Di Camillo. «Avendo cambiato molto e ringiovanito la squadra, non mi aspettavo di vincere 14 partite su 14», ammette il tecnico teatino che, però, non vuole sentire parlare di campionato chiuso. «Adesso può sembrare così, ma la classifica dobbiamo vederla quando Trani e Res Roma avranno recuperato le loro partite. Potenzialmente la squadra pugliese, vincendo il recupero, arriverebbe a -5 da noi ed è un avversario da tenere d’occhio perché si è rinforzata ulteriormente con l’arrivo di tre straniere. Domenica si chiude il girone d’andata, noi con la vittoria nello scontro diretto con la Res Roma abbiamo fatto un bel passo in avanti ma è ancora lunga».
La serie B, dopo il secondo posto dello scorso anno, è un obiettivo dichiarato per la prima società di calcio femminile in Abruzzo che nel 2016-2017 ha militato in serie A. Un traguardo alla portata per il Chieti, trascinato dai 19 gol di Alessia Stivaletta e dalle sorelle Giulia e Giada Di Camillo, teatine doc.
«Vogliamo la serie B», dice il tecnico neroverde, «abbiamo seminato tanto in questi anni e ora vogliamo raccogliere i frutti». Ma a macchiare un campionato esaltante è la questione impianti. Il Chieti è costretto a giocare lontano dall’Angelini da più di quattro anni, «perché le tariffe comunali sono esorbitanti», dice Di Camillo, visibilmente amareggiato. «Ogni domenica dobbiamo cercare un campo e a volte è anche difficile trovarlo. Il Comune ci ha abbandonato, il Chieti calcio femminile è stato dimenticato da tutti». E così anche domenica, nell’ultima gara del girone d’andata, le neroverdi contro la Fesca Bari saranno costrette ad emigrare.
Giammarco Giardini