Chieti e il fattore “Angelini”: «Un pubblico da brividi»

I neroverdi credono nella salvezza grazie anche alla spinta dei tifosi: ora si prevede un esodo massiccio per domenica a Senigallia
CHIETI. Dal baratro al sogno. Un mese fa, dopo la sconfitta a Castelfidardo, il Chieti era dato per spacciato. Sono bastati sette punti nelle ultime quattro partite per tornare in corsa per la salvezza. Ora i neroverdi ci credono. L’obiettivo play out, impensabile fino a qualche tempo fa, è più vicino. Gli spareggi sarebbero già in tasca senza il -4. Consapevoli che la penalizzazione potrebbe arrivare prima dell’ultima giornata, ai teatini occorre fare punti nelle ultime due partite per blindare un posto nei play out. Lo scoglio più difficile da superare è la trasferta di domenica a Senigallia contro una Vigor che punta ancora ai play off.
Più agevole, almeno sulla carta, l’ultima partita all’Angelini contro la Maceratese virtualmente salva. Con la classifica attuale, la squadra di Del Zotti disputerebbe il play out (gara unica il 10 maggio) in casa con la Recanatese. Quello che più conta è allontanare lo spettro della retrocessione diretta. Le ultime due retrocedono. La Sammaurese è già aritmeticamente in Eccellenza. L’altra al momento è il Castelfidardo.
Facendo due calcoli, il Chieti ad oggi sarebbe dentro ai play out anche con il -4 perché scivolerebbe sì terzultimo ma avrebbe un distacco di sette punti dalla sestultima e quindi giocherebbe lo spareggio a Sora. La terzultima retrocede direttamente solo se ha un distacco di otto punti dalla sestultima.
Del Zotti non ama fare calcoli e stilare tabelle di marcia. Ora si gode la rinascita della squadra. L’allenatore neroverde sta raccogliendo i frutti del suo lavoro. Il gruppo è coeso e, ora che la condizione fisica è migliorata, i valori della squadra stanno uscendo fuori. Una menzione speciale va fatta per Ela Mangue. Spesso criticato per la poco lucidità sottoporta, il centravanti neroverde è stato il migliore con il Giulianova e ha strappato i primi appalusi convinti di tutto lo stadio per il suo spirito da combattente e per il lavoro sporco che fa per la squadra. I risultati stanno arrivando, soprattutto all’Angelini, diventato un fattore determinante. Nel girone di ritorno, il Chieti ha conquistato 15 punti in casa: quattro vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta con il Teramo. A fare la differenza sono anche i tifosi. Domenica contro il Giulianova erano in duemila.
«Un pubblico da brividi», dice Omar Trovarello, consulente di mercato dei neroverdi, «lotteremo fino all’ultimo minuto dell’ultima partita perché questo è nel dna di noi teatini. Siamo quelli che soffrono da anni, ma che non mollano mai anche quando tutto sembra crollarci addosso».
I tifosi si stanno già mobilitando per domenica e si prevede un esodo massiccio a Senigallia. Tornerà Gueye dalla squalifica. Da valutare le condizioni di Mbaye, uscito dal campo per un trauma cranico dopo uno scontro di gioco. Il centrocampista senegalese sta meglio e ieri ha lasciato l’ospedale. «Ringrazio personalmente il medico del Giulianova, Rinaldo Striuli, per la collaborazione al momento dei soccorsi a Mbaye», dice Mino Ianieri, coordinatore dello staff sanitario, «e per aver sostituito per tutto il secondo tempo il nostro dottore che ha accompagnato il giocatore in ospedale». Mbaye spinge per esserci a Senigallia. Incarna lo spirito del Chieti che sta mettendo da parte i problemi societari per compiere un miracolo sportivo sul campo.

