Chieti e Martinsicuro cedono il passo

Con la testa già ai play off, vengono sconfitti in casa da Sambuceto e Torrese. Gol fantasma di Lalli, protesta dei neroverdi
CHIETI. Un'occasione sprecata. Il Chieti perde in casa con il Sambuceto e manda all'aria la possibilità di allungare sullo Spoltore, sconfitto dall'Amiternina. Sfuma per i neroverdi l'opportunità di portarsi a più di nove punti sulla quinta che vorrebbe dire saltare il primo turno dei play off e accedere direttamente alla finale regionale. Da un lato i rimpianti sono tanti, dall'altro resta la consolazione che il secondo posto è ormai ipotecato perché il Martinsicuro ha perso e resta a -5 a due giornate dalla fine. Ma quella all'Angelini è una sconfitta inaspettata che deve far riflettere se si vuole disputare un finale da protagonisti. Il Chieti ha perso contro una squadra che aveva già la salvezza in tasca.
Il Sambuceto, ancora imbattuto con la gestione Farias, ha centrato l'impresa con merito, passando in vantaggio a metà del primo tempo con una ripartenza concretizzata da Liberati (assist dell'ex Beniamino) e disputando una prova di spessore e di grande applicazione in fase difensiva. Il Chieti ha protestato nel finale per un gol fantasma di Lalli. Per i neroverdi il pallone ha oltrepassato la linea di porta, per l'arbitro D'Antuono di Pescara no. Restano i dubbi. Al di là degli episodi, il Chieti ha fatto registrare un passo indietro sotto il piano del gioco e dell'atteggiamento. La squadra è stata poco brillante e non è riuscita a sfondare il muro viola, complice anche le prestazioni sottotono di Lalli e Catalli, imprecisi sotto porta, e alcune parate decisive di Bozzelli. Nella ripresa Marino le ha provate tutte, passando dal 4-3-1-2 al 4-4-2 e allargando il gioco sulle fasce. Ma nemmeno gli ingressi in campo di Calderaro, Margarita e Marinelli sono serviti per cambiare l'inerzia della partita. Nel finale, il Sambuceto resta in dieci per l'espulsione di Marzucco e il Chieti protesta per il gol fantasma di Lalli. Ma Marino evita polemiche. «Sarebbe da perdenti prendercela per un gol non dato. Dobbiamo prendercela con noi stessi. Siamo stati ingenui e abbiamo sbagliato tanto. La colpa è mia perché evidentemente non riesco a farmi capire dai giocatori. Non abbiamo ancora fatto il salto di qualità. Se vogliamo arrivare lontano, dobbiamo alzare l'asticella». «Abbiamo lavorato sulle motivazioni perché sapevamo che una vittoria all'Angelini sarebbe entrata nella storia del Sambuceto», dice Farias. E così è stato. Giammarco Giardini
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