Chieti fa l’impresa: il bomber Fabrizi stende la capolista

24 Gennaio 2022

I teatini con un guizzo sfatano il tabù Angelini con la Recanatese Festa per il centenario, targa all’ex Pagliari e alle vecchie glorie

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CHIETI (3-5-2): Forti 6; Chiacchia 6,5, Bassini 6,5, Pietrantonio 6,5; Di Mino 6, Ventola 6,5 (42’ st Coulibaly sv), Mele 6,5, Mariani 6, Siragusa 6; Orlando 6,5 (36’ st Verna sv), Fabrizi 7 (28’ st El Ouazni 6). A disposizione: Fusco, Di Renzo, Consorte, Susi, Puglielli, Cavaliere. Allenatore: Lucarelli

RECANATESE (4-2-3-1): Urbietis 5,5; Meloni 6 (28’ st Alessandrini 5,5), Ferrante 6, Pacciardi 6, Quacquarelli 6 (44’ st Capitani sv); Gomez 6, Grieco 6 (28’ st Raparo 5,5); Minicucci 5,5 (28’ st Ferretti 5,5), Sbaffo 6, Senigagliesi 6,5; Defendi 5 (20’ st Minella 5). A disposizione: Amadio, Marafini, Alessandretti, Sopranzetti. Allenatore: Pagliari

Arbitro: Fantozzi di Civitavecchia
Rete: 5’ st Fabrizi
Note: ammoniti Di Mino, Mariani, Ventola, Verna, Meloni, Ferrante e Grieco. Angoli: 2-6. Recupero: 0’ pt e 5’ st.
CHIETI
Duecentodiciassette giorni dopo, il Chieti torna a vincere all’Angelini. Non accadeva dal 20 giugno scorso, dalla passerella finale con la Renato Curi Angolana per la promozione in serie D. Sette mesi dopo, i neroverdi interrompono la maledizione casalinga e sgambettano di misura la capolista Recanatese, che veniva da quindici risultati utili consecutivi. Una zampata del bomber Fabrizi, al suo ottavo gol in campionato, rigetta i teatini fuori dai play out e rende amaro il ritorno a Chieti di Giovanni Pagliari, allenatore della Recanatese ed ex attaccante neroverde, omaggiato con una targa ricordo prima del fischio d’inizio insieme alle vecchie glorie Stefano Sgherri, Giuseppe De Amicis, Gabriele Consorti e al compianto Giuseppe Farina, ricordato dal figlio Giampiero, nella prima partita del centenario del club.
Il Chieti, contro il miglior attacco e difesa del girone, gioca una gara tatticamente perfetta concedendo alla Recanatese uno sterile giro palla e chiudendo tutti gli spazi. Lucarelli l’aveva preparata così, cercando di impedire a Sbaffo di abbassarsi per giocare tra le linee e il Chieti è riuscito a limitare soprattutto l’ex Avellino, pericoloso solo al 18’ con una traversa colpita da 30 metri e poi nella ripresa con un tiro che ha dato solo l’illusione del gol. Merito soprattutto di una grande prestazione difensiva e di intensità dei neroverdi, bravi anche a soffrire quando c’era da farlo e a colpire nell’unica occasione da gol creata, sfruttando una palla inattiva. Al quinto della ripresa, Pietrantonio colpisce il palo su punizione e Fabrizi si fa trovare al posto giusto nel momento giusto per ribattere in rete il pallone. Dopo il vantaggio, il Chieti ha saputo soffrire ed è rimasto compatto, rischiando pochissimo se non sul tiro di Sbaffo e su una conclusione di Grieco respinta da Forti. Si è vista una squadra mentalmente più pronta, che stavolta ha giocato più con l’elmetto che col fioretto, e che finalmente si è scrollata di dosso il peso dell’Angelini. Una squadra anche più esperta, con gli innesti di Orlando ed El Ouazni che hanno dato più sostanza. È una vittoria che sa di liberazione e lo si capisce dall’esultanza di allenatore, giocatori e società al triplice fischio e in particolare dall’abbraccio tra Lucarelli e il presidente Mergiotti, che ha seguito la partita dalla panchina. Una vittoria di prestigio contro una Recanatese che non perdeva dal 19 settembre. Un successo che, si augurano i tifosi, possa segnare una svolta per la stagione del Chieti.
Giammarco Giardini