Chieti, i tifosi sono pronti a contestare tutto e tutti
Se i neroverdi perderanno anche il derby di Avezzano scoppierà la protesta ultrà Giulianova, si dimette Obbedio: la società non segue le mie indicazioni di mercato
CHIETI. Antonio Obbedio non è più il consulente di mercato del Giulianova. L'ex direttore sportivo di Teramo e Ancona ha interrotto il suo rapporto con la società per divergenze tecniche.
Obbedio era stato chiamato a fine dicembre per dare indicazioni sul mercato che, però, non sono mai state prese in considerazione dalla società.
«Il mercato di rafforzamento non era semplice», spiega Obbedio, «ma avevo individuato profili che secondo me potevano risollevare la squadra dalla complicata situazione di classifica. Tuttavia, i giocatori individuati e contattati, del settori giovanili di squadre importanti, sono stati sempre ritenuti non idonei dallo staff tecnico, che ha preferito virare su altri obiettivi che, però, sono tutti o quasi sfumati (Ganci e Abbruscato, ndc). Era stata richiesta la mia consulenza, ma il Giulianova non ha mai realmente dimostrato di prendere in minima considerazione le mie indicazioni. Peraltro, la situazione economica della società, aggravata dal pagamento delle spettanze dello scorso anno ai giocatori, avrebbe lasciato spazio solo all'arrivo di calciatori di settori giovanili di livello, senza perdere tempo inutilmente dietro profili dal nome di grido. A questo punto, vista l'impossibilità oggettiva di portare avanti il mio compito, ho deciso di fare un passo indietro e non gravare ulteriormente sulla società».
Il Chieti è più vicino ai play out che ai play off. La sconfitta interna con la Fermana ha allontanato i neroverdi dal quinto posto (-4) e li ha avvicinati pericolosamente alla zona retrocessione, ora distante solo due punti, in attesa che l'Avezzano recuperi la partita con l'Agnonese.
Domenica c'è il derby con i marsicani che potrebbe segnare, in un verso o nell'altro, la stagione del Chieti. Un altro risultato negativo, infatti, risucchierebbe i neroverdi nella zona retrocessione e comprometterebbe anche l'accesso ai play off. Se da Avezzano non arriveranno i tre punti, inizierà la dura contestazione degli ultrà teatini verso società, squadra e allenatore.
Il gruppo organizzato 89 Mai Domi, dopo il ko con la Fermana, ha avuto un confronto con il patron Pomponi, chiedendo subito di programmare la prossima stagione e di non tollerare più altre figuracce. Nel mirino di alcuni tifosi, specie quelli della tribuna, è finito anche il tecnico Ronci, criticato duramente pure sui social network. Le responsabilità, però, sono anche della società, a cui va riconosciuto il merito di aver fatto sacrifici per risanare la situazione debitoria, ma di errori ne sono stati commessi tanti. Il primo è stato quello di creare troppe aspettative e di sbandierare ai quattro venti di puntare a vincere il campionato senza aver allestito un organico in grado di poterlo fare. La squadra è stata costruita male, sempre secondo i tifosi: dal flop dei brasiliani al caso Di Nardo, dalle scelte sbagliate in estate sui portieri e i fuoriquota, all'assenza di un vice Dos Santos. Intanto, gli ultrà del Chieti hanno esposto in città due striscioni contro il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, e l'imprenditore teatino Toto, per la loro presenza al “pranzo del trabocco” a sostegno della Pescara Calcio.
Giammarco Giardini
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