«Chieti, il sogno Nba e il mio amore per la Zilli»

18 Luglio 2017

Mancinelli si racconta: orgoglioso di essere teatino, vi svelo la storia con Nina

CHIETI. Le cene a Palazzo Lepri con il papà Renato, le passeggiate lungo corso Marrucino e le serate con gli amici. Stefano Mancinelli, 34 anni, teatino doc, è tornato a casa. L'ex capitano della Nazionale, ora alla Fortitudo Bologna, ha trascorso qualche giorno a Chieti in compagnia della sua fidanzata, la cantante Nina Zilli. L'occasione per tornare in Abruzzo è stata il matrimonio del suo migliore amico Alessandro Marzoli, al quale ha fatto da testimone. Il suo legame con Chieti, i play off persi con Trieste, il suo futuro, la Nazionale e, soprattutto, la fine del basket teatino. Mancinelli si racconta al Centro.
Mancinelli, la Fortitudo ha perso la semifinale play off con Trieste: si poteva fare di più?
«Volevamo arrivare in finale, ma abbiamo incontrato la squadra più in forma in quel momento».
Quindi, nessun rimpianto?
«Se avessimo vinto gara 1, magari le cose sarebbero andate diversamente. Ma la stagione resta positiva. In un campionato così difficile perdere gara 5 in casa loro davanti a 7mila persone ci può stare. Volevamo andare in A1, ci riproveremo l'anno prossimo ma non sarà facile perché ci sono squadre fortissime come Trieste e Treviso».
Lei, dunque, resta alla Fortitudo?
«Ho ancora 2 anni di contratto e voglio riportare Bologna in A1».
Ettore Messina lascerà la panchina della Nazionale dopo gli Europei. Chi vorreste al suo posto?
«Matteo Boniciolli. Lui è il numero uno. Lo vedrei benissimo nel doppio ruolo di allenatore della Nazionale e della Fortitudo. È un coach che capisce di basket come pochi, ma soprattutto è una persona aperta al dialogo che sa ascoltare i suoi giocatori. E poi fa giocare i giovani».
A proposito, ha seguito i Mondiali Under 19?
«Il risultato parla chiaro: siamo arrivati secondi dopo 20 anni di assenza sul podio. Questo dimostra che i giovani italiani bravi ci sono, basta farli giocare. Ci sono allenatori, invece, che preferiscono gli stranieri».
Pianigiani a Milano è la scelta giusta?
«Assolutamente sì. Simone è una grande persona, un grande allenatore e un grande amico. Gli faccio un grosso in bocca al lupo e sono certo che con lui Milano tornerà a vincere».
Il suo amico Gallinari è diventato lo sportivo italiano più pagato del mondo, dopo aver firmato un contratto triennale da 64 milioni di dollari con i Clippers. Non le sembra una cifra esagerata?
«Sono pure pochi per lui. Ci sono altri giocatori più scarsi che prendono di più. Gallinari è un fenomeno».
Lei rifiutò di andare in Nba. È pentito?
«No, assolutamente. In quella fase della carriera rifiutai perché ero al top in Europa e non me la sentivo di andare in America».
A Chieti il basket è finito.
«Mi dispiace davvero tanto perché dopo tanti anni era tornata la passione. Una retrocessione sul campo può starci, ma mi aspettavo che si ripartisse dalla B. Non posso giudicare perché non conosco i fatti. Alcuni criticano Di Cosmo, ma non va dimenticato che è stato lui che ha riportato Chieti in A».
Si sente più teatino o bolognese?
«Teatino. Vivo a Bologna, ma Chieti è la mia città e la amo follemente».
Cosa le manca dell'Abruzzo?
«I miei genitori, che sono i miei esempi di vita. Seguo sempre i consigli di papà. Quando posso, torno sempre. Mi manca la tranquillità di casa».
Quanto torna a Chieti a cosa non rinuncia?
«Agli arrosticini».
Come va la sua storia d'amore con Nina Zilli?
«Benissimo. La porto spesso in Abruzzo. Lei, però, non va matta per gli arrosticini, preferisce andare sul trabocco».
Dove andrà in vacanza?
«Sono stato a Las Vegas con il mio amico Marzoli, ora vedrò. Seguirò Nina nei suoi tour. Il 7 agosto, poi, inizio la preparazione».
Quando ha intenzione di smettere?
«Giocherò fino a quando mi diverto. Poi non so se rimarrò nel basket o farò altro. Ho una catena di negozi di abbigliamento sportivo che va molto bene. Forse apriamo anche in Abruzzo».
Sarà amore eterno con la Fortitudo?
«Si, penso di chiudere la carriera qui».
Giammarco Giardini
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