Chieti ko, ora la panchina di Grandoni è a rischio

11 Novembre 2019

Teatini sconfitti dal Fiuggi e contestati: in bilico la posizione del tecnico

CITTÀ SANT’ANGELO. La sconfitta con il Fiuggi certifica la crisi, fa scattare la contestazione dei tifosi e mette a rischio la panchina di Grandoni. Il Chieti perde la terza partita nelle ultime quattro giornate, allunga a otto le domeniche senza vittoria, sprofonda nei play out e viene sommerso dai fischi. «Tirate fuori gli attributi», è il coro che si alza al 36’ del secondo tempo dalla tribuna del Petruzzi di Città Sant’Angelo dopo il primo gol del Fiuggi. A fine partita gli ultrà rifiutano il saluto dei giocatori, che sfilano a testa bassa negli spogliatoi. Solo Venneri e Brugaletta si avvicinano sotto la tribuna per un confronto con i tifosi. Il patron Giulio Trevisan lascia lo stadio qualche minuto prima del fischio finale, visibilmente contrariato. «Una sconfitta immeritata, la prestazione della squadra per 70’ è stata buona, poi c’è stato un calo di tensione», spiega Trevisan. Il discorso scivola inevitabilmente sulla posizione di Grandoni e sull’esigenza di rinforzare la squadra. «A dicembre sono pronto a fare altri investimenti», promette Trevisan, «arriveranno 4-5 giocatori di esperienza che conoscono la categoria. Grandoni? A caldo non si prende nessuna decisione. Domani (oggi per chi legge, ndr) parleremo con lui per capire quali sono i problemi della squadra. Fino ad oggi nessuno ha mai messo in discussione l’allenatore». Resta da capire dove arrivano le responsabilità del tecnico e quelle della società che in estate ha commesso errori nella costruzione della squadra. Tra i papabili per la panchina, circola il nome dell’ex Pino Di Meo, cercato già in estate, ma finora nessun contatto ufficiale.
La partita? La sconfitta è immeritata. Il Fiuggi passa 2-0 con il minimo sforzo, segnando due gol su palla inattiva negli ultimi 10’ nelle uniche due occasioni create. Il primo, al 36’, con Scalon che da due passi spinge in rete una corta respinta di Camerlengo. Il secondo, al 44’, con Basilico su rigore concesso per fallo di Ricci, nell’occasione espulso. Buon primo tempo per il Chieti che, nonostante l’assenza di Traini, crea occasioni con Fantauzzi e con Milizia che al 40’ va vicino al vantaggio, ma il suo colpo di testa viene respinto da La Gorga. Le azioni più pericolose del Chieti passano dai piedi di Catalli, schierato a sorpresa dietro Bruni, e dalle incursioni sulla destra di Fantauzzi. Ma manca chi la butta dentro. E nella ripresa, puntualmente, la squadra cala. Il Fiuggi, pericoloso solo al 26’ della ripresa con Forgione, segna due gol nel finale tagliando le gambe ai neroverdi e facendo esplodere la rabbia dei tifosi. La classifica inizia a preoccupare: a dicembre servono rinforzi per correggere una squadra costruita male. Serve fare più punti possibili fino alla riapertura del mercato. E, intanto, il destino di Grandoni è appeso a un filo. Oggi è il giorno della verità.
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