Chieti, l’appello degli ultrà alla città

6 Giugno 2014

I tifosi esasperati: «Politici e imprenditori, dove siete?». E Bellia aspetta il sindaco

CHIETI. Politici, imprenditori e società: tutti nel mirino degli ultrà del Chieti.

Dopo la mancata risposta della città agli appelli lanciati dal presidente Bellia, la curva Volpi rompe il silenzio e punta il dito contro le istituzioni locali. Sono gli 89 Mai Domi, uno dei gruppi organizzati della tifoseria neroverde, a scendere in campo e chiedere l’intervento delle forze politiche e imprenditoriali della città per garantire un futuro alla società teatina.

«È ora di finirla: vogliamo che la classe politica si attivi realmente per aiutare la Chieti Calcio che rappresenta un patrimonio di tutta la città», si legge nel loro comunicato.

«Dove sono i deputati e i senatori teatini? Abbiamo politici che ricoprono importanti incarichi istituzionali grazie ai voti racimolati in città, ma che non si sono mai sporcati le mani per Chieti. Ci sono tanti imprenditori locali che hanno sempre e solo avuto dalla città senza mai ridare nulla. Per loro aiutare il Chieti sarebbe una formalità, ma dove sono? Ora siamo veramente stufi: mettete le mani al portafogli per il bene del Chieti».

Non mancano le critiche alla società. «Siamo stufi di una gestione dilettantistica e approssimativa», dicono gli ultrà, «e di dirigenti speculatori e incompetenti che danneggiano l’immagine del Chieti. Ci saremmo aspettati un passo indietro dalle persone che hanno contribuito a questa retrocessione: solo il presidente Bellia ha ammesso le sue colpe, per altri dirigenti invece è come se non fosse successo nulla e continuano a speculare sulla nostra passione. Basta navigare a vista ogni anno: meritiamo una società seria e solida che abbia ambizione e che sappia ridare entusiasmo a una città ormai rassegnata». Ma il futuro è sempre più nero. Bellia non ha ricevuto risposte e attende di fissare un incontro con il sindaco per riconsegnargli la squadra.

Giammarco Giardini

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