Chieti, messaggio al campionato

“Manita” dei neoverdi al Martinsicuro: diventano applausi i fischi di una settimana fa a Miglianico
CHIETI. Ecco il vero Chieti. Asfalta il Martinsicuro, trasforma i fischi di una settimana fa in applausi e lancia il primo segnale al campionato. Cinque gol per un esordio da far stropicciare gli occhi ai 700 spettatori dell’Angelini. Un Chieti trasformato rispetto a quello che in Coppa Italia aveva rimediato una figuraccia con il Miglianico. Più intensità, più dinamicità, più solidità in difesa con l'inserimento di Di Ciccio al fianco di Di Lallo e più incisività in avanti. Una squadra padrone del campo che ha imposto il suo gioco per 90’ e trovato la via del gol con facilità, sfruttando anche gli errori di un Martinsicuro imbottito di giovani. Per il Chieti hanno segnato tutti gli attaccanti partiti titolari: primi gol per Micciché e Leccese e doppietta per Delgado, che ha confermato di essere un giocatore in grado di spaccare le partite.
Rispetto alla Coppa Italia, Marino ha rivoluzionato la formazione. Out gli infortunati Rodia, Ronzino e Terminiello, panchina per Ricci e Marfisi. Decisivo è stato l’inserimento a centrocampo del fuoriquota Di Marco che ha permesso al tecnico neroverde di schierare Calvarese terzino destro. Di Marco, classe 1999, è stato il migliore del Chieti nel primo tempo, dimostrando grandi capacità di inserimento. L’ex Spoltore prima va vicino al gol, poi serve l’assist per l’1-0 di Micciché (27’) e in avvio di ripresa si procura il rigore (fallo di Albertini) che manda dal dischetto Leccese per il 2-0. È un monologo del Chieti che ogni volta che attacca va vicino al gol con le folate di Miccichè e Delgado e le giocate di Leccese, bravo sia ad attaccare la profondità sia a giocare di sponda con i compagni.
Il Martinsicuro è sterile in avanti (l’unica occasione nel primo tempo è di Lazzarini) e paga a caro prezzo gli errori di gioventù. Dopo l’ingenuità di Albertini (2001), al 56’ arriva quella di Dolegowski (2000) che atterra in area Micciché: dagli undici metri Delgado fa il cucchiaio e chiude la partita. Sul 3-0 il Chieti abbassa i ritmi ma nel finale ritrova la voglia di spingere e in contropiede dilaga con Delgado (assist di Pacella) e il neo entrato Marfisi.
«Questo è il Chieti che ho in mente», dice il tecnico Marino. «Ma dobbiamo rimanere umili perché abbiamo affrontato una squadra di ragazzi. Rispetto alla gara con il Miglianico è cambiato l’adattamento al campo dell’Angelini che è diverso da quello di Cepagatti dove ci alleniamo. L’Angelini è un campo largo e deve essere la nostra forza perché se facciamo girare la palla è difficile starci dietro». Marino sembra aver inquadrato l’undici titolare. «Calvarese non poteva rimanere fuori perché è un giocatore forte. Di Marco ha fatto una grande partita. Alleno ragazzi eccezionali. Ripeto: ci vuole umiltà e serenità. Se stiamo tutti uniti, vinciamo». Torna il sorriso anche sul volto dei dirigenti. «Non potevamo essere quelli della Coppa Italia», spiega il dg Cristian Pollio. «Complimenti al mister per aver indovinato le scelte in una difesa che è stata perfetta». Di Fabio non fa drammi. «Abbiamo preso una bella mazzata», è il commento dell’allenatore del Martinsicuro, «ma ce lo dobbiamo aspettare perché abbiamo una squadra giovane che può commettere errori di gioventù. Nel primo tempo abbiamo avuto l’occasione per andare in vantaggio, poi i due rigori ci hanno tagliato le gambe».
Giammarco Giardini
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