Chieti nel baratro La Fermana ne fa 5 Giacomini assediato

Dopo il quinto ko dura contestazione degli ultrà neroverdi Il presidente lascia lo stadio Angelini da una porta secondaria
CHIETI. Ore 17,47. Il presidente del Chieti Mauro Giacomini, scortato dalla polizia, lascia lo stadio Angelini da un’uscita secondaria dopo quasi un’ora dal termine della partita. «Giacomini vattene», urlano circa trenta ultrà teatini, rimasti fuori dallo stadio per contestare la società. La tensione è alta. Le forze dell’ordine contengono il tentativo dei tifosi di sfondare il cordone di sicurezza per raggiungere l’automobile del presidente romano.
La contestazione della tifoseria organizzata esplode dopo l’ennesima sconfitta in campionato, la quinta consecutiva. L’Angelini è terra di conquista. Dopo San Nicolò, Civitanovese e Trastevere (Coppa Italia), anche la Fermana espugna Chieti. Il risultato finale è umiliante: 1-5. Una sconfitta di queste dimensioni all’Angelini non si vedeva da vent’anni: l’ultimo 1-5 risale alla stagione 1995-1996, in serie C1, quando il Chieti perse con il Lecce. Record su record negativi: zero punti in classifica, ultimo posto, -4 dal penultimo e 18 gol subìti. Un calvario senza fine.
L’avvio di gara è da dimenticare. Passano appena 100 secondi e la Fermana è già in vantaggio: la difesa neroverde si fa imbucare, Molinari scatta sul filo del fuorigioco, Zaccagnini respinge su Petrucci ma la palla sbatte su Zeetti e finisce in rete. Il gol a freddo non demoralizza il Chieti che, almeno nel primo tempo, tiene bene il campo, concede poco alla Fermana ma non riesce mai a essere pericoloso in avanti.
Nella ripresa, Copponi pennella per Genovese che trova il pari. Nel momento migliore dei neroverdi, la Fermana si riporta in vantaggio con un tiro dai 30 metri di Petrucci che sorprende Zaccagnini. Qui finisce la partita del Chieti e inizia la goleada dei gialloblù che, sfruttando anche l’inferiorità numerica dei padroni di casa (espulso Zeetti), dilagano con la doppietta del neo-entrato Marolda e con Russo (rovesciata). Nel mezzo il rigore sbagliato da Omiccioli. La società assiste inerme alla disfatta, la squadra esce tra i fischi dei pochi presenti sugli spalti (22 paganti in curva Volpi). Senza rinforzi, la salvezza resterà un miraggio.
Giammarco Giardini
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