Chieti-Rajola, è addio «Gestire Roderick è stato un problema»

Il coach lascia e ripercorre le tappe della stagione: «Malgrado gli errori eravamo a un passo dalla salvezza»
CHIETI. Settimana importante per la Mokambo Chieti. Nei prossimi giorni, infatti, saranno resi noti i nomi dell’allenatore e del direttore sportivo incaricati di mettere assieme un organico nuovo di zecca in vista del prossimo campionato di serie B nazionale. «Saranno nomi di spessore dal momento che l’obiettivo dichiarato è il tentativo di tornare in serie A2», afferma il presidente Gabriele Marchesani. «Sono stati già presi diversi contatti, a breve ci si comincerà a muovere sul mercato. Per quanto riguarda lo staff dirigenziale, credo e spero possa essere allargato con l’ingresso di altri soci. Sarà sicuramente importante anche portare nuovi sponsor attorno alla nostra realtà». Moderata fiducia nelle parole del vicepresidente Filippo D’Ottavio, che conferma, in ogni caso, il proprio impegno all’interno della società biancorossa: «Tra le cause della retrocessione i tanti, troppi errori commessi nel corso delle ultime stagioni. Ecco, non sarà più possibile sbagliare, sotto ogni punto di vista. Penso ad un gruppo di giocatori attorno ai quali creare un progetto a lunga scadenza anche se tutti vogliamo provare ad essere subito tra i protagonisti di un campionato che prevede, con tante squadre ben attrezzate, solo due promozioni in A2». Intanto, lascia dunque la panchina biancorossa coach Stefano Rajola: «C’è molta amarezza per questa retrocessione ma, se tornassi indietro, accetterei sempre la sfida che mi fu proposta la scorsa estate. Si era consapevoli di andare incontro ad una stagione difficile, ma, nonostante tutto, eravamo riusciti a giocarcela praticamente con tutti. Una serie di eventi negativi tra cui infortuni importanti, partite rinviate e qualche errore di troppo hanno complicato oltremodo le cose. Poi l’arrivo, al posto di Vrankic, di Roderick, un giocatore alcuni anni fa tra i protagonisti in A2, e per un po’ la squadra sembrava avesse trovato nuovi equilibri per poi entrare in un periodo negativo quando è risultato problematico gestire lo stesso Roderick dentro e fuori dal campo. Equilibri saltati, avevo anche pensato di rassegnare le dimissioni, ma non l’ho fatto, in un momento peraltro delicato del torneo per rispetto della società, del gruppo di giocatori che lavoravano da mesi e di un ambiente che mi aveva accolto con affetto. Eppure, eravamo comunque arrivati ad un passo dalla permanenza nella categoria, incredibilmente compromessa da due partite interne. Quella con Cremona, nel girone salvezza, e quella ai supplementari con Casale Monferrato in gara1 dei play-out». Difficile elencare tutti i passi falsi, a ogni livello, compiuti in sede di mercato, e non solo, nelle ultime due stagioni. Errori puntualmente pagati a caro prezzo, frutto di scelte a volte sconcertanti e che, specie quando le risorse sono limitate, risultano, al tirar delle somme, fatali. Ma il desiderio di ricominciare comunque esiste. Ed è già tanto.
Giuseppe Rendine
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