Chieti rimonta nel derby

27 Ottobre 2014

San Nicolò raggiunto sul 3-3 al termine di una gara scoppiettante

CHIETI. Benvenuti sulle montagne russe dell’Angelini. Il San Nicolò gioca per sessanta minuti: prima va sotto, punito da una magia di Esposito, poi ribalta il punteggio con la doppietta di Stivaletta e il rigore trasformato da Bisegna. Il Chieti gioca solo trentadue minuti della ripresa: accorcia le distanze con un pallonetto di Di Pietro, trova il pareggio con una giocata da centravanti puro di Vano e assalta con l’uomo in più l’area di rigore del San Nicolò nel finale. Un derby pazzesco, che termina 3-3.

Massimo Epifani pregustava già la seconda impresa contro il Chieti, dopo averlo punito cinque anni fa, da centrocampista del Miglianico, realizzando il gol decisivo. Ma stavolta si ferma sul più bello. Sì, perché il suo San Nicolò, dopo aver impressionato per oltre metà partita, si siede e subisce la rimonta. Per i teramani un’altra vittoria sfumata nel finale, proprio come era successo due settimane fa a Pesaro. Il Chieti è spettatore non pagante nel primo tempo: squadra irriconoscibile, lenta, prevedibile e senza idee. Merito degli avversari: Epifani lascia in panchina Iaboni, Cremona e Tarquini e di fatto gioca senza un centravanti di ruolo, ma con quattro mezze punte (Bisegna, l’Under Moretti, Santoni e Chiacchiarelli) che intasano il centrocampo del Chieti e sono micidiali nelle ripartenze. Già dopo tre minuti il San Nicolò potrebbe avere l’occasione di andare in vantaggio ma gli viene negato un rigore netto per atterramento di Schina su Moretti. Un episodio che non demoralizza la squadra teramana. Che non crea limpide occasioni da gol, ma tiene sempre il pallino del gioco. Due dati lo dimostrano: il Chieti entra per la prima volta nell’area di rigore avversaria al 26’ e conclude verso lo specchio della porta solo al 35’. La squadra di Ronci fa una fatica pazzesca. Doveva essere la partita del rilancio di Arcamone, ma l’attaccante argentino non tocca mai il pallone.

Il San Nicolò gioca, il Chieti guarda. Eppure i neroverdi passano in vantaggio con una punizione dal limite del solito Esposito. Ma il meritato pareggio dei teramani arriva qualche minuto dopo con una mazzata di Stivaletta. Annotate il suo nome: si chiama Cristian, ha 19 anni, è vastese, lo scorso anno giocava in Eccellenza al Vasto Marina, in estate era stato anche accostato al Chieti e al 3’ della ripresa si toglie lo sfizio di realizzare una doppietta su un errore di Schina. Che ne commette un altro al 13’ quando atterra in area Moretti. Stavolta l’arbitro fischia il rigore che Bisegna trasforma. Un gol che avrebbe «ammazzato» chiunque. Ma non il Chieti di Ronci.

Il tecnico neroverde ridisegna subito la squadra: tre cambi effettuati dopo sette minuti. Dentro Vano, Corvino e Giammarino. Fuori Arcamone, Navarro e Del Grosso. Una scelta rischiosa, coraggiosa ma vincente.

Vano dimostra di essere un giocatore imprescindibile e trascina la squadra alla rimonta. Che inizia con la rete di Di Pietro e si conclude proprio con il gol del centravanti ex Terracina.

Il San Nicolò gioca gli ultimi venti minuti in dieci per l’espulsione di Petronio (doppio giallo), ma resiste agli assalti del Chieti. Che ottiene il terzo pareggio consecutivo (il terzo di fila in casa) e rimane a sei punti dalla Maceratese, bloccata sul pari dalla Fermana. Ma, per ambire alla Lega Pro, il Chieti deve accelerare il passo: non si può regalare un tempo e mezzo agli avversari e non si possono perdere altri punti per strada.

Giammarco Giardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA