Chieti, Serra è maturo: «Tra i pali come a casa»

I progressi dopo l’avvio incerto: «Papà in società? Uno stimolo in più» Out Di Renzo, grana under per Chianese. In prova c’è il lettone Liepa
CHIETI. Papà presidente e figlio portiere. Uniti dallo stesso sangue e dalla stessa squadra. Ettore Serra è l’imprenditore torinese che in estate ha rilevato il 30% delle quote del Chieti e ha preso in mano la gestione sportiva del club in attesa di definire l’acquisizione della maggioranza nei prossimi mesi. Suo figlio Francesco, 20 anni, è il portiere dei neroverdi. È arrivato da debuttante in serie D, è stato in panchina nelle prime tre giornate e poi dalla quarta in poi ha sempre giocato titolare, saltando solo l’ultima partita del 2022 con il Matese per infortunio.
Un inizio con più ombre che luci, tra incertezze e insicurezza tra i pali e i fischi ingenerosi dei tifosi meno pazienti nei confronti di un ragazzo di 20 anni alla prima vera esperienza da protagonista tra i grandi, dopo essere cresciuto nelle giovanili di società dilettantistiche piemontesi e nella Berretti della Pistoiese. Serra ha pian piano acquisito fiducia e consapevolezza nei propri mezzi e ha dimostrato di meritarsi il posto in squadra. I primi applausi li ha ricevuti nel derby con la Vastese quando al 95’ con una grande parata su Busetto ha salvato il risultato ed evitato la sconfitta al Chieti.
«Io l’etichetta del figlio raccomandato non me la sono mai sentita addosso», dice Francesco, «perché ho sempre dimostrato i miei valori. I miei compagni di squadra non mi hanno mai considerato un raccomandato che gioca solo perché sono il figlio del presidente e mi hanno sempre apprezzato per la persona che sono. In quella parata decisiva contro la Vastese ho raccolto i frutti di tanti sforzi e sacrifici. Devo dire grazie soprattutto alla squadra e al mister perché hanno sempre avuto fiducia in me». Per Francesco giocare nella stessa squadra di cui il presidente è il papà non è una pressione ma uno stimolo in più. «Mi dà una carica maggiore per dare tutto per questa maglia», spiega il 20enne portiere neroverde, «è come se mi sentissi a casa e lottassi insieme alla mia famiglia. La mamma è la più ansiosa durante le partite, papà meno perché è sicuro di me. Lui ha anche il patentino da allenatore, è molto competente di calcio e quindi spesso lo ascolto volentieri e accetto i suoi consigli».
Il Chieti ha chiuso il girone d’andata con 21 punti, gli stessi dello scorso campionato, ed è a +3 dalla zona play out. Domenica inizia il girone di ritorno con la trasferta a Vastogirardi. «Nel nuovo anno ci attendono 17 finali», conclude Serra, «stiamo carburando a livello di gioco e siamo sicuri dei nostri mezzi. Il gruppo è unito e ha voglia di fare bene. Il 2023 ci riserverà grandi soddisfazioni».
Il nuovo anno non è iniziato nel migliore dei modi. I neroverdi, infatti, hanno perso per infortunio il difensore Giovanni Di Renzo che ha un problema al setto nasale e salterà la trasferta di Vastogirardi. Assenza pesante che costringerà Chianese a rivedere la formazione in funzione degli under. Per quanto riguarda il mercato, sono tre i giocatori in prova che potrebbero essere tesserati nei prossimi giorni. Oltre al 34enne centravanti sloveno Patrik Bordon (ex Lecce) e al terzino sinistro fuoriquota Carlo Mannina (’03, ex Poggibonsi), in gruppo c’è anche il 24enne centrocampista lettone Kristaps Liepa, ex Nazionale under 21, nelle ultime tre stagioni in Repubblica Ceca con la maglia del Silon Táborsko (27 presenze e 1 gol).
Giammarco Giardini
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