Chieti sette bellezze a Capistrello

Disfatta per i marsicani, basta un tempo per la goleada. La capolista vola a +6 sulle inseguitrici
CAPISTRELLO. Un’autentica prova di forza da parte del Chieti, che annichilisce il malcapitato Capistrello, grazie a un primo tempo semplicemente sontuoso, al termine del quale riesce a mettere a segno ben sette reti. Tutto facile per i teatini, seguiti nella Marsica dal tifo della curva Volpi con tutti i suoi componenti, tanto da dare l’impressione che in casa giocassero proprio i ragazzi dell’avezzanese Lucarelli. Per i granata, un pomeriggio da dimenticare in fretta, ma non prima di aver capito cosa possa essere accaduto all’alba della partita, quando in campo sembrava che ci fossero solo gli ospiti. Va bene per le assenze importanti (E. De Meis, Di Gioacchino e D’Eramo), ma ciò che ha maggiormente impressionato tra i padroni di casa, è stato l’approccio alla gara, inspiegabile per una vice capolista. Chieti subito in pressing alto e Capistrello timoroso come mai era capitato di vedere in precedenza e dopo meno di due minuti ecco la prima mazzata. Sulla sinistra Miccichè raccoglie e lancia in profondità Farindolini, sul cui cross Marfisi ha tutto il tempo di stoppare e insaccare sotto l'incrocio. Palla al centro e mentre il Capistrello cerca di capire cosa stia succedendo, Marfisi restituisce il favore a Farindolini, il cui tiro è a colpo sicuro e per Gentileschi si materializza il secondo dispiacere. Un’occasione mancata da Toro, fa da prologo al tris realizzato da Ricci (migliore in campo), che in area granata si fa trovare smarcato e libero di insaccare alle spalle di Gentileschi. Sembra un film dell’orrore ai tifosi di casa, ma per loro non c’è tempo neppure di fare mente locale che arriva il poker firmato da Delgado che insacca all’incrocio un calcio di punizione dal vertice dell’area. Un destro velleitario di Aquino, precede di poco il 5-0 che arriva per opera dell’avanzato Di Ciccio, bravo di testa a trovare lo spiraglio giusto. La disfatta prosegue senza pietà per il malandato Capistrello che alla mezz’ora vede i neroverdi sfondare ancora sulla sinistra da dove parte un pallone che a centro area viene capitalizzato nuovamente da Delgado. Siamo sul 6-0 e ancora non si vede un barlume di luce da parte rovetana. Ci prova Aquino, ma forse più per la classifica dei marcatori che per la reale convinzione di poter riaprire il discorso. Il centravanti sfiora la rete in un paio di circostanze (39’ e 40’), ma a chiudere in gloria la prima frazione sono ancora i teatini. È il 46’ quando Toro non controlla a dovere un pallone, ma in tal modo favorisce l’inserimento di Marfisi che si butta nel corridoio e va a battere il povero Gentileschi per la settima volta. Nell’intervallo, sugli spalti ci si interroga su cosa sia accaduto alla vice capolista, ma senza trovare risposta.
Con un parziale simile, appare scontato che nella ripresa sarà difficile proseguire sulla stessa falsariga. E infatti al ritorno delle squadre in campo si nota immediatamente come adesso il Chieti pensi più ad amministrare, non disdegnando qualche affondo, come quello di Angelet che ci prova dai 20 metri con un destro che sfiora l’incrocio. E vicino alla rete va anche il giovane Di Marco su azione di rimessa, ma lui trova Gentileschi ben appostato. Gli ultimi minuti, vedono il Chieti tirare i remi in barca e il Capistrello cercare la rete della bandiera, che arriva al 91’ per merito di Pollino che azzecca il diagonale giusto e batte Alonzi. Col rotondo risultato di ieri, la capolista Chieti va a +6 dalle inseguitrici Sambuceto (fermata dal maltempo) e Alba Adriatica. Mercoledì neroverdi in campo all’Angelini con il Nereto per il ritorno della semifinale di coppa Italia.
Incredulo Iodice a fine gara: «Una partita del genere non mi è mai capitata e non riesco a capire che cosa sia successo ai miei nella parte iniziale. Il Chieti è forte, ma non si può entrare in campo con un atteggiamento simile. In settimana vedrò di appurare la verità». In serata, su Facebook, la società ha chiesto scusa ai tifosi per la pessima prova.
Di tutt’altro umore Lucarelli: «Siamo entrati in campo determinati, come avevo chiesto ai ragazzi, che sono stati bravi a capitalizzare le occasioni, ma avrei preferito un risultato meno ampio, perché così rischiamo di montarci la testa».
Plinio Olivotto
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