Chieti, solo pari ma resta primo

All’Angelini Tarquini porta in vantaggio il Nereto, i neroverdi rispondono con il 18enne Cellucci
CHIETI. Regala un tempo, va sotto, trova il pari e nel finale sfiora anche la vittoria. Ma il pareggio è il risultato più giusto. È Giacomo Cellucci a salvare il Chieti contro il Nereto. Senza Delgado e Leccese, i neroverdi sfruttano il loro bomber di scorta, il 18enne teatino doc, per riportare a casa un punto contro un Nereto che, soprattutto nel primo tempo, ha tenuto bene il campo. La squadra di Lucarelli, approfittando dei pareggi di Spoltore e Capistrello, resta in vetta alla classifica ma riduce a un punto il vantaggio sul Sambuceto. Per come si era messa la partita e considerate le assenze (fuori anche Tato e Farindolini), per il Chieti è un risultato prezioso. Buono l’esordio di De Feudis sulla panchina del Nereto: la squadra teramana, rimaneggiata per le assenze del centrocampista Della Penna, dei due centrali difensivi Zeetti e Di Natale e del portiere Di Giuseppe, infortunatosi durante il riscaldamento, ha giocato meglio nel primo tempo, nonostante un campo in pessime condizioni. Tanta difficoltà nel controllare la palla, soprattutto nella zona centrale del campo, e poche occasioni da gol nella prima frazione. Meglio, però, il Nereto, sempre pericoloso nelle ripartenze con Kone e Antonacci e ordinato in fase difensiva. I rossoblù, dopo aver protestato per un rigore non concesso per un presunto fallo su Antonacci, passano meritatamente in vantaggio al 28’ della ripresa con Tarquini, che sfrutta una palla persa da Cellucci e in contropiede batte Salvatore. Dopo il vantaggio del Nereto, cambia l’inerzia della partita. I rossoblù calano fisicamente e il Chieti prende campo e coraggio, attaccando con più insistenza. È Rodia il più pericoloso: l’ex Penne prima calcia debolmente tra le braccia di Pirozzi, poi al 36’ colpisce la traversa in rovesciata con il portiere rossoblù battuto. È il preludio al meritato pareggio che arriva al 40’: Paquito Morales lancia sul filo del fuorigioco Cellucci che al volo batte Pirozzi. Nel finale i rossoblù restano in dieci per l’espulsione di Pagliuca (doppio giallo) e il Chieti si divora il gol del vantaggio con un rigore in movimento di Miccichè che, però, non dà forza al tiro. In pieno recupero i neroverdi protestano per l’atterramento in area di Miccichè, ma l’arbitro lascia proseguire. A fine partita duro sfogo del direttore generale del Chieti, Cristian Pollio, che punta il dito contro il Comune per le condizioni del terreno di gioco. «Ora basta: l’amministrazione non può più girarsi dall’altra parte», attacca Pollio. «Il sindaco e l’amministrazione devono farsi carico di questa situazione. Noi stiamo facendo tanti sacrifici e non possiamo dilapidare tutto per un campo che è in condizioni pietose. Un capoluogo di Provincia non può avere un campo del genere. È una presa in giro per i tifosi e per i nostri sponsor. Chiederemo ufficialmente al Comune se c’è l’intenzione di far continuare a giocare il Chieti all’Angelini. Basta essere chiari». De Feudis è soddisfatto. «Abbiamo fatto un ottimo primo tempo», spiega il tecnico del Nereto, «poi le energie sono venute meno».
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