Chieti, tris a Capistrello: la serie D è tua

I teatini vincono e brindano alla promozione con una gara d’anticipo. Gavettoni, cori e abbracci: è un tripudio neroverde
INVIATO A CAPISTRELLO. L’urlo liberatorio esplode alle 16.46. E corre veloce su due frequenze. Sul campo e sugli spalti dello stadio di Capistrello, dove giocatori, allenatore e dirigenti si abbracciano tra di loro prima di dare il via alla gara di gavettoni. E a Chieti dove centinaia di tifosi, dopo aver guardato la partita in televisione, si precipitano all’Angelini per aspettare il pullman della squadra. Il Chieti torna in serie D dopo un anno di purgatorio. La festa neroverde esplode dopo la vittoria per 3-0 a Capistrello, tre punti che decretano l’aritmetica promozione con una giornata d’anticipo. Dai volti delusi di domenica, dopo il pari con l’Avezzano che aveva fatto slittare la festa, al tripudio neroverde. Quando arriva il triplice fischio dell’arbitro Cravotta di Città di Castello, il primo a scattare dalla panchina è l’allenatore Alessandro Lucarelli, mister Eccellenza, alla sua terza promozione in D della carriera, la seconda a Chieti.
Dagli spalti scendono anche il presidente Antonio Mergiotti e il patron Giulio Trevisan. La voglia di festeggiare, dopo un anno segnato dal Covid e dalla disastrosa retrocessione della passata stagione, è tanta. Il tempo di indossare una maglia bianca celebrativa con la scritta «Dedicata a voi» e subito Mergiotti e Trevisan entrano in campo per raccogliere gli abbracci (e i gavettoni) della squadra. Lucarelli e i giocatori corrono sotto il settore ospiti dove ci sono una trentina di tifosi teatini, poi la carovana neroverde si dirige in mezzo al campo. «Ce ne andiamo in serie D», cantano i giocatori neroverdi, capitanati dall’attaccante Manuel Spadafora, il più scatenato di tutti. Non è da meno il fantasista, anzi il rapper della squadra, Anas Ikramellah, che prima lancia il suo tormentone “Loca Loca”, hit estiva da lui lo stesso scritta, e poi improvvisa un ballo di break dance. Il presidente Mergiotti e il tecnico Lucarelli vengono lanciati in aria dai giocatori che, poi, proseguono la festa negli spogliatoi.
È l’epilogo di una partita dove il Chieti ha tremato in avvio, con il Capistrello che ha sbagliato due rigori nel giro di tredici minuti. Sul primo, calciato sullo 0-0 da Franchi all’8’ e concesso per un fallo del portiere Forti su De Roccis, è lo stesso estremo difensore teatino a compiere il miracolo. Poi, al 14’, il gran gol di Fabrizi che sblocca il risultato e al 20’ il secondo penalty a favore dei rovetani, anche questo netto per un fallo ingenuo di Lucarino su Di Girolamo. Stavolta, dal dischetto va l’ex difensore neroverde Giacomo Fantauzzi che spedisce il pallone sulla traversa.
Mergiotti e Trevisan, seduti vicini in tribuna, tirano un sospiro di sollievo e possono esultare di nuovo al 23’ quando, su un angolo battuto da Mariani, il portiere Fanti viene ingannato da un leggero tocco di Franchi e devia il pallone in rete. La partita di fatto finisce qui e i tifosi neroverdi possono staccare l’orecchio dalla radiolina dove il risultato dell’Aquila a Città Sant’Angelo a questo punto è ininfluente.
C’è spazio anche per una traversa colpita dal Chieti con Fabrizi e una dal Capistrello con D’Eramo. Poi, parte il conto alla rovescia per il triplice fischio. «Quanto manca?», domanda ripetutamente il presidente Mergiotti. Lucarelli, nel frattempo, dà spazio anche a chi ha giocato meno e inserisce Di Renzo, De Fabritiis e Ikramellah. Mancano 10’ alla fine, ma dalla panchina neroverde Spadafora e il secondo portiere Russo iniziano già a fare festa. Lucarelli e il dirigente Mino Ianieri vengono colpiti dai primi gavettoni. «Fischia, fischia», gridano i tifosi neroverdi. Alle 16.46 l’arbitro umbro fischia tre volte. Il Chieti torna in serie D. E da Capistrello fino allo stadio Angelini esplode la festa neroverde.
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