Chieti umiliato, Di Meo a rischio

Teatini travolti 5-0 dal Porto Sant’Elpidio, la società valuta l’esonero del tecnico e il ritorno di Grandoni
ORTONA. Umiliato e preso a pallonate dal Porto Sant’Elpidio che non vinceva da tre mesi. Un tracollo che mette tutti sul banco degli imputati e, salvo sorprese, porterà all’esonero di Pino Di Meo. Il Chieti tocca il punto più basso della stagione, scrive una delle pagine più brutte della sua storia e compromette la corsa verso la salvezza. A Ortona, nell’anticipo della terza giornata di ritorno, il Porto Sant’Elpidio asfalta 5-0 i neroverdi. Una figuraccia senza attenuanti, una partita a senso unico che i marchigiani hanno stravinto con estrema facilità, passeggiando sulle macerie di una squadra, quella teatina, senza capo né coda. Chieti senza equilibrio, con voragini tra i reparti e senza un minimo di lucidità. Una squadra allo sbando che ha preso l’imbarcata. Al 3’, al primo affondo, il Porto Sant’Elpidio è già in vantaggio con Cuccù che raccoglie un assist di Maio e, lasciato libero sul secondo palo, batte Bruno. I neroverdi hanno tre occasioni clamorose per pareggiare con Sivilla, Bacigalupo e Di Cillo, poi crollano. Tra il centrocampo e la difesa del Chieti c’è un’autostrada che i marchigiani percorrono a tutto gas. Al 37’, da un disimpegno sbagliato di Ricci, nasce l’eurogol di Fermani. Poi sul finire di primo tempo, è Maio su punizione a beffare il colpevole Bruno e a chiudere i conti. Nella ripresa, il Porto Sant’Elpidio sbeffeggia il Chieti e infierisce ancora con Ruzzier (50’) e Niane (62’).
Neroverdi in partita solo fino allo 0-2. Tutti indifendibili. Di Meo (6 sconfitte in 8 partite) non ha mai trovato la quadratura del cerchio e le sue scelte (perché insistere con il 4-3-1-2 e lasciare in panchina Franchi e Sarritzu?) non hanno mai convinto. Anche l’ultima mossa di spostare Fantauzzi a sinistra per far debuttare Polletta (tra i peggiori) a destra ha lasciato parecchi dubbi. Dietro la lavagna finisce anche la società che da agosto ad oggi ha tesserato 50 giocatori, dimostrando di non avere le idee chiare. Adesso sembra inevitabile il secondo ribaltone, con la società intenzionata a esonerare Di Meo e a richiamare in panchina Alessandro Grandoni, che aveva iniziato la stagione. Le alternative sono Emanuele Pesoli (ex vice di Pillon a Pescara) e Davide Antignani (tecnico della Juniores). «Dobbiamo fare le nostre valutazioni», spiega il presidente Antonio Mergiotti, «voglio chiedere scusa ai tifosi (che hanno incitato la squadra per tutti i 90’, ndr) per questa sconfitta così brutta. Non è un risultato accettabile. Abbiamo fatto tanti sacrifici a dicembre, assecondando ogni richiesta dell’allenatore. È stata costruita una squadra forte. Ci aspettavamo una svolta che non c’è stata. Il Chieti deve essere salvato a tutti i costi. Dobbiamo fare qualcosa per migliorare». Parole che sanno di sentenza per Pino Di Meo.
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