Chieti, viva la linea verde

I diciottenni Orlando e Carlini trascinano i neroverdi: il Celano va ko
CHIETI. Quelli del 1996. Francesco Orlando e Andrea Carlini: sulla prima vittoria del Chieti in campionato (3-0) c’è la firma di due diciottenni. Il primo, a Termoli, era entrato soltanto nella ripresa perché, impegnato negli esami di riparazione, non si era potuto allenare con continuità. Ma, nel derby di ieri con il Celano, Orlando c’era e ha lasciato il segno. Prima la sua doppietta, poi il sigillo finale del coetaneo Carlini: basta e avanza per cancellare le ombre del pari di Termoli.
All’Angelini si accendono solo le luci e non c’è storia contro il Celano: troppo evidente la differenza di valori in campo. Prendete il Chieti visto una settimana fa e cancellatelo dalla mente: quella di ieri è stata tutta un’altra squadra. Più in palla, più veloce, più organizzata, più cattiva. E, soprattutto, si è visto un Chieti che ha dimostrato di non essere solo Esposito-dipendente. La grande giornata di Orlando ha permesso al folletto molisano di concedersi una domenica di riposo. E i neroverdi hanno alternato diverse giocate, sfondando sulla destra con Orlando e sfruttando il grande lavoro di Vano, gli inserimenti di Prinari e le geometrie di un Vitale ritrovato.
Il Celano? Dà quasi l’impressione di essere rimasto a casa. D’accordo, i marsicani hanno iniziato la preparazione in ritardo ma sono mancati in cattiveria agonistica e intensità, qualità principali delle squadre di Pasquale Luiso.
Stavolta Ronci non deve contare le assenze e può affidarsi alla formazione ideale: 4-3-3 con Vano al centro dell’attacco. In difesa si rivede Del Grosso sulla destra. A centrocampo, reparto finito sotto accusa a Termoli, il tecnico neroverde lascia in panchina Di Pietro e si affida alla sostanza di due Over, Maschio e Vitale, e alla freschezza atletica di un Under, Prinari, uno dei migliori in campo insieme a Orlando.
Luiso si aspetta un Chieti che giochi solo sull’asse Vitale-Esposito e mette il suo trequartista, Mercogliano, in marcatura a uomo sul regista teatino. Ma la mossa tattica non dà i frutti sperati. Il Celano è spuntato in avanti e balla in difesa. L’avvio, per gli ospiti, è shock e le cose non migliorano col passare dei minuti.
Il Chieti passa al primo affondo. Una magia del baby Orlando (gran tiro dal limite dell’area di rigore che pesca l’angolino basso alla sinistra di Amabile), dà l’inizio a una domenica da sogno per l’ex Real Metaponto. Che, dopo dieci minuti, si toglie lo sfizio di realizzare la sua prima doppietta in neroverde approfittando di una corta respinta di Amabile sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
«Il primo gol l’ho cercato, sul secondo sono stato fortunato», dirà Orlando in sala stampa, «ma che debutto!». Il Celano è già al tappeto, steso da due sberle del gioiellino arrivato in prestito dal Vicenza. Sul 2-0, Luiso, squalificato, lascia il settore ospiti e va in tribuna per seguire una partita che si è fatta maledettamente in salita dopo soli diciotto minuti. Il tecnico marsicano comunica con la panchina e cerca di dare una scossa, ma la sua squadra non riesce a contenere il Chieti e dopo 25’ ha già quattro giocatori ammoniti (Piccirilli, Lupo, Amabile e Marfia). Al 38’ Vano grazia il Celano divorandosi un gol a porta vuota.
Nella ripresa, i neroverdi abbassano i ritmi e controllano il risultato. Luiso passa al 4-3-3 e inserisce il ghanese Suleman. È lui l’unica nota lieta di una domenica che, dopo il terzo gol di Carlini, diventa disastrosa per il Celano e perfetta per il Chieti.
Giammarco Giardini
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