Chiodi: errori e litigi, L’Aquila va rivoluzionata

1 Maggio 2015

Lega Pro, il presidente tra passato e futuro: «D’ora in poi punteremo sui giovani, non sui nomi»

L’AQUILA. A meno di due settimane della fine della stagione, il patron dell’Aquila Corrado Chiodi si sfoga, parlando di cosa non è andato in questo campionato e del progetto in cantiere per la stagione che verrà. «Sono sincero, è stata un’annata mediocre per le aspettative che avevamo. Abbiamo sbagliato tutti alcune valutazioni. C’è stata forse un po’ di presunzione sin dall’inizio che ha portato un clima controproducente sia nella società che nella squadra. Prendiamo esempio dal Teramo che sta portando a casa la B grazie ad un profilo basso e ad una gestione oculata ed intelligente dei giocatori. Loro si sono dimostrati un gruppo vero. Forse è questa la caratteristica principale che è mancata quest’anno all’Aquila».

Chiodi, poi, approfondisce l’analisi. «E’ inutile nasconderci. A stroncare le nostre chance di primato e di play off sono state le sconfitte dopo la vittoria di gennaio contro l’Ascoli (3-0). Il motivo? Il mercato di riparazione non ci ha per nulla giovato. Sono arrivati giocatori dal curriculum importante che si aspettavano di giocare mentre così non è stato. Si sono creati litigi nello spogliatoio che hanno precluso ogni risultato positivo».

Dagli errori, però, si può imparare: «Di questo sono convinto. A fine campionato analizzeremo tutto nei particolari, ma, intanto, posso dire che ho acquisito nuova esperienza nel calcio dopo questo anno difficile. Ne esco più convinto e rafforzato così come la compagine societaria che, dopo il malcontento interno nel corso dell’anno, nelle ultime settimane si è ritrovata più forte di prima».

Il numero uno aquilano si proietta al prossimo campionato: «Mercoledì sera c’è stato un importante summit con tutta la dirigenza. Abbiamo finalmente parlato di un progetto a lungo termine incentrato sui giovani, il vero cuore pulsante di questo sport. Il prossimo anno avremo una squadra fatta di qualità e di tanto entusiasmo, composta da giovani promettenti simili a quelli che abbiamo già in rosa, vedi De Francesco o Ceccarelli. D’altronde non possiamo non prendere esempio da realtà importanti come Lanciano e Carpi. La squadra frentana vinse la Lega Pro con una squadra giovanissima. Lo stesso dicasi per il Carpi che ha scalato le categorie sino alla fresca serie A, puntando tutto sulla voglia di arrivare di giovani calciatori e non sui soliti nomi».

Il discorso del presidente abbraccia infine la trattativa Vecchio. «Ha avuto qualche resistenza. Ha poi presentato una richiesta di entrata che stiamo valutando anche perché l’emergenza dei mesi scorsi è rientrata. D’altronde, con l’ingresso già avvenuto di alcuni soci minoritari, L’Aquila è in gran forma per iniziare nel migliore dei modi il nuovo campionato».

Giammarco Menga

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