Ci pensa Manaj: il Pescara strappa il pari al Genoa

Simeone-gol, poi con i rossoblù in 9 segna l’albanese e nel finale Verre va vicino alla rete del colpaccio
Cuore, testa e nervi saldi, oltre alla solita buona organizzazione di gioco. Quello conquistato al Ferraris è un punto che ha ben altro sapore rispetto a mercoledì sera. Se con il Torino brillava il bicchiere mezzo vuoto, questa volta va valutato quello mezzo pieno. Il Pescara ha dimostrato personalità e carattere. Soprattutto, la lucidità nell’interpretare la partita quando a 10’ dalla fine si è trovato in undici contro nove. E questa volta, a differenza della sfida con il Torino (0-0), ha saputo ragionare, far girare la palla e trovare lo spazio per infilare la rete dell’1-1, firmata da Rey Manaj, al secondo gol in campionato. Un punto meritato, grazie a una prestazione gagliarda. Con un’ombra: quel presunto fallo di mano di Zampano sulla linea di porta al 10’ sulla conclusione di Ocampos. Un episodio che ha mandato in bestia il patron del Grifone Preziosi, ma va detto che sul campo davvero in pochi si sono accorti del fatto e solo i replay televisivi hanno evidenziato l’ombra sull’andamento della gara. I biancazzurri sono andati sotto nel punteggio, ma senza mai andare in affanno contro le folate offensive dei genoani, specialmente nella ripresa. Ha incassato gol nell’unica sbavatura difensiva, punita, dopo 103 secondi della ripresa, dall’attaccante argentino Giovanni Simeone, il figlio di Diego Pablo allenatore dell’Atletico Madrid. Il Cholito in estate è stato trattato dal Pescara, ma poi è finito al Genoa. Ieri ha approfittato di un assist di Gentiletti per infilare Bizzarri. Il Pescara è rimasto in piedi, senza accusare il colpo. Ha continuato a macinare gioco, lo ha fatto inizialmente senza riscontri dalle parti di Perin. Ma poi è stato il Genoa a complicarsi la vita: prima al 28’ il secondo giallo (ineccepibile) a Edenilson, poi il rosso a Pandev che ha detto qualche parola di troppo all’arbitro Irrati. E così il finale il Pescara l’ha giocato con due uomini in più, proprio come mercoledì contro i granata, ma questa volta usando la testa. Ovvero facendo girare la palla da una parte all’altra del campo fino a quando al 40’ Zampano si è inventato una giocata sulla destra che ha liberato alla deviazione sotto porta Manaj. I biancazzurri avrebbero potuto vincere e il pallone buono l’ha avuto Verre all’ultimo dei quattro minuti di recupero quando il suo colpo di testa ha mandato la palla fuori di un niente. Sarebbe stata la domenica perfetta, forse una punizione eccessiva per il Genoa che ha sputato rabbia nei confronti dell’arbitro, ma più che con Irrati farebbe meglio a prendersela con se stesso. Il valore del punto va oltre quello che aiuta a muovere la classifica. Dà autostima a una squadra, il Pescara, che deve combattere con i limiti di sempre, ma che dà anche la sensazione di poterli dribblare. Ad esempio, la tenuta difensiva non è dispiaciuta, malgrado il ritardo di Fornasier nella chiusura su Simeone nell’azione dell’1-0. A centrocampo, corsa e fraseggio. Lì davanti Caprari è stato chiamato agli straordinari e per un tempo ha fatto bene. Personalità e gioco palla a terra contro un Genoa reduce dallo 0-0 contro il Napoli. Ma poca incisività. Una scarsa forza offensiva che porta la squadra a non poter contare sul gioco aereo, quasi sempre appannaggio degli avversari.
Da evidenziare che un buon contributo è arrivato dalla panchina, da Aquilani che negli ultimi dieci minuti ha aiutato a far girare la palla per trovare il buco nella difesa del Genoa; e da Manaj che ha fatto ben poco, però è stato puntuale all’appuntamento del gol che ribalta l’umore di un ambiente che era andato un po’ in depressione negli ultimi giorni.
Va detto che alla vigilia l’infortunio di Pepe ha rovinato i piani di Oddo, che aveva intenzione di farlo esordire dall’inizio. E così il tecnico ha varato un 4-3-2-1, spesso trasformatosi in un 4-1-4-1, con Crescenzi e Mitrita. E con Zampano non nel ruolo di terzino, ma di laterale offensivo. Primo tempo equilibrato con il salvataggio di Zampano con un braccio su Ocampos, al 10’, e una deviazione di Perin su conclusione di Caprari al 16’. Tanto ritmo in campo, gara gradevole e un Pescara pronto a ribattere colpo su colpo. Un’audacia premiata nel finale dalla rete di Manaj.
@roccocoletti1
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