Cianchetti: dove sono i soldi promessi dal Comune al Roseto?

Serie A2, il vice presidente degli Sharks: annata super ma non può ricadere tutto sulle spalle di un unico sponsor
ROSETO. Il lungomare di Roseto è un posto rilassante, dove a volte capita di fare buoni incontri, come ieri con il professor Ettore Cianchetti, senologo, ma anche vice presidente degli Sharks.
Professore, da ex presidente, che campionato è stato per il Roseto Basket?
«È stata una cavalcata fantastica, a livello sportivo ci ha dato enormi soddisfazioni. Riuscirci con una società, un allenatore e alcuni giocatori rosetani, è motivo di orgoglio».
Coach Trullo fu portato da lei, è una scommessa vinta.
«C’è poco da scommettere sulle sue qualità. Nel doppio ruolo è stato capace di far coincidere le esigenze del budget con le aspirazioni sportive, anche grazie allo staff tecnico».
Dopo un campionato così, c’è da sorridere?
«In realtà sono perplesso, forse perché non abitando più qui vedo i fatti da un altro punto di vista, e non promettono nulla di buono. Penso a quel consiglio comunale che deliberò un contributo di 150 mila euro, col voto unanime della maggioranza e l’astensione dell’opposizione, che per me vale come un sì. Beh, di quei soldi ne sono arrivati meno della metà, il campionato è finito e registro che il Comune non ha fatto appieno il suo dovere».
Parole forti, professore...
«L’altra preoccupazione parte da quando un anno fa proponemmo di fare degli Sharks, il mezzo di promozione turistica della città: giochiamo nelle città più importanti del Nord, e sarebbe stato utile mettere un gazebo in ogni trasferta: una proposta mai raccolta. Guarda caso però, qualche mese fa, la Camera di Commercio di Chieti ha chiuso un accordo simile con la squadra locale. E non è finita qui. Ma ciò che mi preoccupa ancora di più, è che leggendo i programmi dei candidati a sindaco, non trovo neanche un accenno a voler coinvolgere gli Sharks nel settore della promozione turistica.Una situazione seria, se la politica non ha un pensiero per noi, significa che il basket rosetano si regge su pochi imprenditori, troppo poco».
Un anno sportivo speciale e vede tutto negativo? Il pubblico è aumentato.
«Questo è vero, portando grande entusiasmo, ma siamo anche la società più multata, 50 mila euro in 4 anni: non è sostenibile».
Tutto questo cosa significa?
«Che non vogliamo far ripartire il ritornello dell’anno scorso, ma che non si può fare sport gravando sulle spalle di un solo sponsor, che ha dedicato gli ultimi anni a riportarci nel basket che conta. È giunta l’ora di sentire discorsi diversi, i fatti dimostrano che una certa rosetanità oggi viene fatta solo a parole».
Quale futuro dunque?
«Vediamo cosa i politici metteranno per iscritto a favore degli Sharks, oggi siamo delusi che non ci sia un’attenzione pratica verso la nostra realtà».
Marco Rapone
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