Ciccone, ambizione e grinta: «Merito i primi cinque posti»

Oggi si arriva sullo sterrato di Montalcino, il teatino: «Tappa durissima»
PERUGIA. Dallo sterrato, breve ma che ha fatto innamorare, di Campo Felice a quello di Montalcino. Nel mezzo lo sprint vincente di Sagan a Foligno e il riposo di ieri, indigesto per Tim Merlier che ha lasciato il Giro (guai allo stomaco) e reso la vita ancor più facile allo slovacco per la corsa alla maglia ciclamino. Montalcino, la terra dei vini, oggi potrebbe far ubriacare molti corridori con i tantissimi km di sterrato e con pendenze da brividi. La maglia rosa Bernal è stata chiara e con voce decisa ha sottolineato come «in tanti potrebbero perdere il Giro in questa tappa».
Parole che fanno paura ma che dimensionano con fredda razionalità le difficoltà del percorso. Si parte da Perugia direzione Toscana, il finale è da brividi: quattro tratti importanti di sterrato, il primo lungo 9.1 km inizierà da Torrenieri ai meno 70; poi sarà la volta del con Passo del Lume Spento (ripetuto due volte) con pendenze anche al 16%. Tra le due ascese i 7.6 km che inizieranno da Castelnuovo Dell’Abate. Un abbuffata di sterrato che potrebbe dare una nuova fisionomia alla classifica e far ubriacare qualcuno a Montalcino anche senza bere del buon vino.
Lo sa Giulio Ciccone che ieri nel giorno di riposo ha raccontato il suo momento, ha analizzato la tappa di oggi e lanciato uno sguardo alla terza settimana. Il corridore teatino della Trek ha iniziato raccontando il suo percorso in questa prima parte di Giro. «Fino ad ora è stato molto interessante per me e per la squadra. Abbiamo avuto giornate difficili dal punto di vista meteo ma abbiamo buone sensazioni. Giro imprevedibile, mai scontato e per questo spettacolare. La tappa di Campo Felice mi ha dato consapevolezza della buona condizione. Posso dire che la prima parte di Giro è stata ottima per me. Io vi assicuro che sono venuto per essere il Jolly, per divertirmi e non per fare classifica. Ma ora le cose sono cambiate e la stiamo vivendo con serenità. Se dovesse andar storto qualcosa non succede nulla perché, ripeto, non era nei nostri programmi la classifica». Fin qui l’analisi di quello che è stato. Il focus si sposta sul presente (Montalcino) e sull’immediato futuro (terza settimana). «La tappa di domani (oggi, ndc) è sicuramente importantissima. Potrebbe fare molto male. Io sono pronto ma anche consapevole che oltre alle gambe servirà anche tanta fortuna su quelle strade. Basta un attimo e sei fuori gioco. Io credo che dallo Zoncolan in poi potrò capire davvero quale sarà l’obiettivo. Dopo quell’arrivo in salita posso tracciare un primo bilancio e capire come affrontare la parte finale del Giro. Per ora dico di meritare di stare tra i primi 5».
Un’analisi lucida ma fatta anche un po’ con il freno a mano tirato perché Sestola, San Giacomo e Campo Felice hanno detto che Giulio può e forse anche deve puntare al podio di Milano. L’esame dello sterrato di oggi potrebbe essere un’ulteriore laurea per Ciccone che di certo farà di tutto per volare leggero anche sullo sterrato di Montalcino. Lui è abituato a regalare bollicine come a Campo Felice e chi si è ubriacato (di gioia) è il popolo abruzzese che ama il ciclismo e che aspetta la grande impresa. Ma cosa ha detto il Giro fino a questo momento? Che Egan Bernal è il più forte e che ha la squadra migliore, che dopo Bernal in salita c’è Ciccone, che Remco Evenepoel l’ultima settimana potrebbe sorprendere visto come ha risposto nonostante la lunga inattività, che Vlasov e Martin sono molto costanti.
Simon Yates è troppo sornione per essere vero. Nel 2018 impressionò nelle prime due settimane: una motocicletta rosa che negli ultimi giorni però faceva fatica a superare anche un cavalcavia. Che stia gestendo le forze per essere irresistibile nel finale? E attenzione anche a Vincenzo Nibali: lui sa come si fa nella terza settimana e con Ciccone potrebbe essere devastante. E se la Bahrain con Landa e Mohoric non è certo stata fortunata ora con Caruso insegue il podio. E il siciliano non si tira certo dietro. «Si, sto bene e finire nei primi tre è il mio sogno». Il podio però è il sogno di molti. Solo Bernal può dire di avere la situazione sotto controllo. Ma già da oggi (un buon) Montalcino potrebbe far girare la testa a qualcuno.

