Ciccone ancora all’attacco, ma deve arrendersi

25 Maggio 2022

Il ciclista teatino: «Ho pagato lo sforzo extra fatto nella vallata. Ma per me non è finita: ci riproverò»

APRICA (SONDRIO). La vittoria di Cogne ha galvanizzato Giulio Ciccone e il capitano della Trek ieri ci ha riprovato. Due erano gli obiettivi: provare a vincere ancora la tappa e guadagnare punti nella classifica dei gran premi della montagna per quella maglia blu già conquistata nel 2019. Doppio obiettivo doppia fatica, ma c’è il supporto di Dario Cataldo. L’azione è studiata bene dalla Trek e i due abruzzesi entrano nella fuga di giornata, ma sul Mortirolo Ciccone ha accusato la stanchezza e la giornata non si è conclusa come nei desiderata. Eppure sul Crocedomini Ciccone ha lasciato sul posto la maglia azzurra Bouwman con uno scatto così potente che il bis di Cogne sembrava alla portata. Ma nella vallata verso il Mortirolo le prime avvisaglie che non è tutto rose e fiori perché il gruppetto in fuga si spezza e Ciccone è costretto ad inseguire. Cataldo rallenta (forse un po’ troppo tardi) per aspettare il suo capitano, ma lo sforzo extra Ciccone lo pagherà sul Mortirolo quando Carty e Hirt accelerano per rientrare su Valverde e compagni. Peccato perché Cataldo aveva fatto un super lavoro, ma sulle dure rampe del Mortirolo si è accesa la spia rossa. «Ho pagato lo sforzo fatto nella vallata», ha detto Ciccone, «perché mi sono fatto sorprendere e poi ho dovuto fare uno sforzo extra. Cataldo mi ha aspettato e ha fatto un super lavoro, ma quando Hirt e Carty hanno fatto lo forzo per rientrare sui fuggitivi sono andato in crisi. Peccato perché le sensazioni erano quelle giuste. Ci riproverò? Sicuro e ogni giorno è quello buono perché ci sono tante tappe dure». Arriva stanchissimo sul traguardo dell’Aprica, il tempo di indossare un gubbino con le temperature che in un attimo si sono abbassate e Dario Cataldo racconta la giornata. «Il rammarico è che con noi c’erano troppi uomini di classifica e quando è così la fuga fa fatica a prendere spazio. Io e Giulio ci abbiamo provato e di sicuro lo faremo di nuovo». Magari già oggi verso Lavarone con il Vetriolo e il Menador che sono davvero impegnativi. E con il facile Tonale ad inizio frazione per scaldare i motori. (enr.gia.)
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