Ciccone ci crede: sono motivato e in forma

Il teatino dopo la Tirreno Adriatico: «Ho vissuto due anni difficili e la Trek Segafredo non mi ha mai lasciato solo»
CHIETI. Giulio Ciccone ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere ad inizio stagione in Spagna. Il quinto posto finale nella classifica generale della Tirreno Adriatico e il secondo posto nella tappa di Sassotetto hanno certificato quello step già notato alla Volta a la Comunitat Valenciana. Con due particolari importanti. Nella corsa dei due mari Ciccone è stato di gran lunga il migliore degli italiani e sul podio di San Benedetto ha festeggiato Primoz Roglic. Lo sloveno della Jumbo, con Pogacar, Vingegaard ed Evenepoel è il migliore al mondo nelle corse a tappe. E Giulio Ciccone ha dimostrato di essere a quei livelli e resta un pizzico di rimpianto nella tappa partita da Morro d’Oro e conclusa a Sassotetto. Ciccone ha chiuso secondo proprio dietro a Roglic, ma in salita era quello che ne aveva di più e lo sfogo finale era un mix di rabbia e delusione. «Non c’erano i cartelli che indicavano i 200 metri all’arrivo e da dietro mi hanno rimontato», ha detto Ciccone sul traguardo. E Giulio Ciccone, a freddo, ha fatto un bilancio della Tirreno Adriatico con uno sguardo all’immediato futuro.
Ciccone la scorsa settimana hai corso da assoluto protagonista. Contento?
«Sicuramente il mio bilancio per la Tirreno Adriatico è buono. Ero consapevole di essermi presentato al via con una buona condizione e le prestazioni sono arrivate».
Ha sfiorato il successo a Sassotetto e ha chiuso quinto in classifica. Una buona settimana.
«Avevo due grandi obiettivi: vincere una tappa e ci sono andato vicino a Sassotetto e centrare la top five in classifica. Ci sono riuscito. Direi che è stata un’ottima settimana per me e per la squadra. Siamo tutti molto soddisfatti».
Che cosa è cambiato rispetto alle passate stagioni?
«Nulla viene per caso. Posso dire di essere tornato al mio livello reale dopo un inverno di allenamenti fatti senza intoppi vari. Ho lavorato duramente e in più sia alla Valenciana che alla Tirreno Adriatico avevo una fortissima motivazione. Credo si sia visto e i risultati sono arrivati».
Un rapporto consolidato anche e soprattutto con la sua squadra, la Trek.
«Permettetemi di ringraziare il mio team. Un altro passaggio importante nell’inverno scorso è stato quello di resettare tutto e rinnovare gli obiettivi comuni. Venivo da due anni molto difficili e ora finalmente sto raccogliendo i risultati sperati. Ringrazio la mia squadra per non avermi mai lasciato da solo».
Una settimana di riposo e poi di nuovo in sella. Ciccone adesso quali sono i programmi?
«Mi sto prendendo una settimana di recupero dopo gli sforzi della Tirreno Adriatico e poi rimetterò il numero alla Volta a Catalunya».
E nella tradizionale corsa spagnola che scatterà lunedì per terminare domenica 26, Ciccone ritroverà Primoz Roglic e sfiderà il campione del Mondo Remco Evenepoel. Tante salite, tre arrivi in quota e, visti i protagonisti, un bell’antipasto del Giro d’Italia. Ciccone però al momento non parla della corsa rosa ma che sia il suo grande sogno è scontato.
Ciccone, dopo la Catalunya quali sono gli obiettivi?
«Andrò in altura con la squadra per un bel periodo di allenamenti e poi tornerò alle corse con due grandi classiche. La Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi sono nel mio programma. Poi penseremo al Giro». In realtà un Giulio Ciccone brillante come a Sassotetto come può non pensare già da oggi alla grande partenza dal suo Abruzzo, all’arrivo di Campo Imperatore e a fare un Giro d’Italia da assoluto protagonista?
Enrico Giancarli
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