Ciccone: «Sogno il podio» E oggi il Giro torna a salire

26 Maggio 2021

Dopo il giorno di riposo, il teatino scalpita in vista delle prossime montagne

CANAZEI. È stato un giorno di riposo versione double face: al mattino con pioggia, temporali e tanti ombrelli rosa aperti a Canazei, nel pomeriggio con il sole e quel cielo azzurro che ha fatto risaltare la bellezza delle Dolomiti. Giornata di sgambate per i corridori in attesa dell’inedito ma durissimo arrivo di oggi a Sega di Ala e giornata di riflessione per i principali protagonisti. Ha iniziato Egan Bernal, la maglia rosa, che anzitutto ha tranquillizzato tutti sulle sue condizioni fisiche. «Sto bene, nessun problema. La spalla mi fa un po’ male ad inizio tappa ma con la giusta fisioterapia non dovrei avere problemi. Sono molto contento del mio Giro, i piani all’inizio dovevano essere altri. Speravo di non perdere molto nella prima settimana e invece da subito mi sono trovato davanti. Poi la maglia rosa ti dà anche adrenalina e avete visto tutti come è andata. La doppietta con il Tour? Assolutamente no, voglio solo pensare a vincere questo Giro. In Francia non andrò. Alle Olimpiadi? Solo se sarò al 100%».
Ciccone scalpita. E questo Bernal potrebbe essere un pericolo grande anche per l’oro più ambito, quello a cinque cerchi. «Il mio sogno è il podio». È la frase che piace di più della lunga chiacchierata che ha fatto il nostro Giulio Ciccone nel suo giorno di riposo. Il corridore teatino ha analizzato il suo Giro ed ha la consapevolezza di poter scalare ancora posizioni in classifica. «Ci restano tre tappe dure di montagna e, anche se la stanchezza inizia a farsi sentire, la condizione resta buona. So bene di non poter seguire Bernal che oggi ha una marcia in più, ma credo di avere la possibilità di fare ulteriori passi avanti in classifica. Che Giro è stato? Peccato la giornata di Montalcino, ma nel complesso sono molto contento di come sta andando. Nelle ultime due tappe di montagna ( Zoncolan e Cortina, ndc) ho corso in maniera intelligente perché so bene che se dovessi provare oggi a seguire Bernal farei un fuorigiri che non posso permettermi. Ed allora ho scelto di giocare in difesa e i risultati mi stanno dando ragione. Se guardo la classifica è chiaro che il sogno è il podio di Milano, ma poi però dovrò fare i conti con la crono di Milano dove parto sfavorito. Ecco allora che devo dare il massimo nelle tre tappe con le salite dure (ma il Mottarone venerdì è stato cancellato per rispetto delle vittime della tragedia ndc)». E il sogno di Ciccone è anche il sogno dell’Abruzzo che ama il ciclismo e che tifa per il suo campione che già da subito potrebbe mettere nel mirino Carty, Vlasov e Yates che lo precedono in classifica.
La tappa di oggi. Si parte da Canazei con la Marmolada alle spalle che avrà il compito di portare i saluti di tutte le Dolomiti al Giro visto che lunedì non sono riuscite a farsi apprezzare e si arriverà a Sega di Ala. Nel mezzo il Passo di San Valentino: un’ascesa di 15 km con pendenza media del 7.8%. Ma l’attenzione (e la paura) è tutta per Sega di Ala con i suoi 11.8 km al 9.8 % medio. Ma è dal settimo al nono km dove la pendenza media sarà del 12.1 % con punte al 17% che si farà la differenza. Impossibile bluffare, è la classica salita da selezione naturale ed è un bocconcino prelibato per chi vuole scalare anche la classifica. E Giulio Ciccone oggi ha un palato fine e potrebbe assaporare il gusto del podio. Ma che Giro è stato fino a questo momento?
Le pagelle. Il Giro di Bernal che ha imposto il colombiano come lingua principale, ha vinto due frazioni e ha già messo una seria ipoteca sulla maglia rosa finale. Una maglia che ha onorato a Cortina mostrandola a tutto il mondo nonostante la pioggia e il freddo (voto 9, per il 10 aspettiamo Milano). È il giro di Damiano Caruso. Partito per essere la spalla di Landa si è ritrovato a fare il capitano e sta vivendo il suo sogno. Mai all’attacco ma secondo a nessuno per intelligenza. Gamba super e chissà che non proverà qualcosa per cercare l’impossibile? (voto 8).
Ciccone si è consacrato ad altissimi livelli, sta dimostrando di poter essere un uomo da corse a tappe e ha riacceso l’entusiasmo in Abruzzo. Sta correndo sulla difensiva ma conosciamo Giulio e sappiamo che un tentativo per azzannare il podio lo farà. Peccato per la giornata di Montalcino (voto 7.5). Carty è una piacevole sorpresa: a Cortina ha sacrificato i suoi facendo sorridere Bernal ma ha acciuffato il podio e farà di tutto per difenderlo (voto 7.5). Sufficienza piena per Vlasov, ancora “n.g.” per Yates: verrebbe facile mettigli un 5 meno ma conosciamo le sue qualità ed è sempre meglio non sbilanciarsi troppo. Come non vogliamo ancora sbilanciarci sulle strategie della Trek di Giulio Ciccone. Andare a caccia di tappe (zero vittorie) quando il capitano è in lotta per il podio meriterebbe un’insufficienza. Ma come per Yates il Giro è ancora lungo e preferiamo non sbilanciarci. Con la Marmolada alle spalle, bella e maestosa, il Giro saluta le Dolomiti e va a scoprire nuovi territori. Saranno bravi i corridori oggi a far sì che l’arrivo di Sega di Ala non si trasformi in S… Egan di Ala?